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Edinburgh International Film Festival

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Il Festival Internazionale del Film di Edimburgo assegna i suoi premi. La rassegna, originariamente nata come parte integrante del Festival Internazionale di Edimburgo e per il secondo anno ormai indipendente, è iniziata il 17 Giugno e ha chiuso i battenti il 28, decretando i suoi vincitori.
La giuria, presieduta da Joe Wright (regista di Espiazione e di Orgoglio e Pregiudizio), ha assegnato il Michael Powell Award al film Moon di Duncan Jones che si aggiudica così il titolo di miglior lungometraggio britannico.
Moon è un film di fantascienza condito di black humour che racconta la storia di Sam Bell (interpretato da Sam Rockwell), astronauta inviato sulla luna per una missione di tre anni, alla ricerca dell’Helium-3, un gas prezioso per far fronte alla crisi energetica della Terra. Sam si prepara al tanto desiderato e imminente rientro a casa dalla sua famiglia, ma un errore nel procedimento di estrazione del gas porterà a sconcertanti e inquietanti rivelazioni sulla propria vita e sulla realtà che lo circonda.

Molti altri premi sono stati assegnati durante questa edizione, in presenza del patron Sir Sean Connery e Seamus McGarvey (direttore della fotografia nominato all’Oscar per Espiazione), a testimonianza del fatto che il festival offre un’ampia scelta di generi:dalla sezione documentari all’animazione, dal lungometraggio al cortometraggio, dai migliori film inglesi alle opere prime fino alla sessione dedicata ai giovani talenti, i “trailblazers” (letteralmente, pionieri).

Nonostante si possa notare una maggiore attenzione ai film britannici o provenienti da paesi anglofoni (ne è testimonianza il fatto che il premio principale sia dedicato al miglior film britannico), quest’ultima edizione del festival vede l’introduzione di due nuovi premi: il Best New International Feature Award e il Best International Short Fiction Award.
Il primo è stato consegnato al regista Kyle Patrick Alvarez per Easier With Practice, storie di sesso, amore e solitudine al telefono.
Il secondo è stato assegnato al regista Kazik Radwanksi per il suo cortometraggio Princess Margaret BLVD, che affronta le frustrazioni e le solitudini di chi soffre del morbo di Alzheimer.
Il premio Best Performance in a British Feature Film viene ritirato da Katie Jarvis, attrice inglese\"\" al suo debutto con Fish Tank (Premio della Giuria a Cannes), un film ruvido e forte nel descrivere la vita della quindicenne Mia, la sua famiglia, le sue delusioni, illusioni, disillusioni, frustrazioni, la mancanza e la ricerca disperata d’amore. La regista Andrea Arnold ha affidato il ruolo di Mia alla Jarvis,alla sua prima apparizione sullo schermo, scelta in maniera del tutto inusuale, dopo esser stata notata alla stazione della metro di Tilbury (Inghilterra) durante un litigio con il fidanzato.
Il premio del pubblico va invece al bellissimo film di animazione The Secret Of Kells di Tomm Moore, che prende spunto (anche graficamente) da alcune storie legate al manoscritto miniato irlandese “Books of Kells”. Il film è il racconto delle avventure di Brendan un ragazzo dodicenne che vive nell’abbazia fortificata di Kells e scopre la forza della creatività e della bellezza del mondo che lo circonda, l’importanza di preservare l’arte e gli scritti, grazie all’incontro con nuovi amici e affrontando avversari attesi e inattesi.
Humpday di Lynn Shelton, commedia che riflette su identità sessuali, omofobia e limiti dell’amicizia, si aggiudica invece il Rotten Tomatoes Critical Consensus Award, premio della critica britannica legato alla rivista on line rottentomatoes.com.
Miglior documentario è stato decretato Boris Ryzhy di Aliona Van Der Horst, film sull’omonimo poeta Russo.
Il corto After Tomorrow di Emma Sullivan\'s si aggiudica l\'UK Film Council Award for Best British Short Film.
Il premio Skillset New Directors va a Cary Joji Fukunaga per il suo debutto alla regia con Sin Nombre storia di immigrazione clandestina di Sayra, un\'adolescente dell’Honduras che viaggia attraverso il Messico per raggiungere gli Stati Uniti.

Oltre ai film premiati,il festival ha proposto anche molte altre pellicole degne di nota, che purtroppo difficilmente potremo vedere sugli schermi italiani.
Se avete mai avuto un amico di penna (o un facebook friend) a cui avete spedito i vostri dolci preferiti e a cui avete posto domande come “ti hanno mai preso in giro?”, “è vero che i bambini nascono da una pinta di birra?” e “quali sono le tue parole preferite?”, Mary and Max è quello che fa per voi.
Premiato come miglior film al Festival di Animazione di Annecy, l’incredibile amicizia a distanza tra una bambina di 8 anni di Melbourne, e un uomo di 44 di New York, afflitto dalla sindrome di Asperger. Entrambi soffrono la solitudine e faticano a comprendere il mondo che li circonda, ma la loro amicizia resisterà a depressioni, divorzi e alcolismo: dark humour in un realistico mondo di plastilina.

Presente anche il film di Abbas Kiarostami Shirin, sua recente riflessione sul rapporto film-spettatore e testimonianza dell’amore del regista per il cinema come esperienza totalizzante.
Il regista iraniano riesce a creare mondi paralleli, un gioco di rimandi immaginari/emotivi tra le 114 donne-attrici che assistono alla visione dell’antico poema persiano Khosrow e Shirin e i reali spettatori del film Shirin. Nonostante lo spettatore “reale” non abbia la possibilità di vedere il film sull’ antico poema persiano, ha però l’opportunità di vedere i volti delle spettatrici e di ascoltare la voce narrante, potendo così ri-creare la storia nella propria mente e viverla emotivamente, rivedendosi a volte nelle reazioni delle donne attrici-spettatrici. Un film inaspettatamente coinvolgente e affatto noioso.
Decisamente indimenticabile infine il documentario Garapa, doloroso ritratto in bianco e nero del problema della fame in Brasile. Bello e impegnativo sia per contenuto che per la lentezza del ritmo.
Il Festival di Edimburgo si conclude quindi con un bilancio decisamente positivo, confermandosi come una rinomata e coraggiosa vetrina di produzioni inglesi che si sta lentamente aprendo alle produzioni internazionali. La speranza è che continui a percorrere la strada della qualità e della varietà.



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Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2009 alle 13:51 sul giornale del 17 luglio 2009 - 1490 letture