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Tony Blair parla della sua conversione al Meeting di Rimini

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Una società, per essere armoniosa, deve dare spazio alla fede”: è quanto ha affermato Tony Blair, ex Primo Ministro della Gran Bretagna dal 1997 al 2007, intervenuto giovedì al Meeting per l\'amicizia fra i popoli in corso a Rimini. 


È un onore vedere il mio nome associato all\'iniziativa di Comunione e Liberazione – ha detto di fronte a 15 mila persone –. Sono davvero dispiaciuto di non potervi parlare nella vostra bellissima lingua. Provo ad impararla da poco tempo, ma è difficile”. 

L\'ex Premier inglese, cresciuto nella Chiesa anglicana, è stato accolto nella Chiesa cattolica il 21 dicembre del 2007, durante una cerimonia privata, svoltasi presso la Sede arcivescovile di Westminster e presieduta dal Cardinale Cormac Murphy-O\'Connor.  “Francamente è tutta \'colpa\' di mia moglie”, ha detto Blair. “Con lei ho iniziato ad andare a messa. Ci piaceva andare insieme, a volte in una chiesa anglicana e altre volte in una cattolica. Man mano che passava il tempo, sentivo che la chiesa cattolica era la mia casa. E questo non solo per il suo magistero e per la sua dottrina, ma per la sua natura universale”.  Il fondatore della “Faith Foundation” ha poi citato in due passaggi l\'ultima enciclica di Benedetto XVI dal titolo “Caritas in veritate”, che “merita la pena di essere letta e riletta. E\' un contrattacco al relativismo”. Blair ha quindi sottolineato il messaggio al cuore del documento papale, che senza Dio l\'uomo è smarrito, per dire che la fede è di vitale importanza per un mondo globalizzato come quello odierno.
La globalizzazione offre la possibilità alle diverse popolazioni di incontrarsi, tuttavia ha avvertito sul pericolo “di perdere l\'identità e non comprendere che gli obiettivi devono essere comuni”.
Occorre “rispettare le radici giudaico-cristiane dei Paesi dell\'Europa. Inoltre è necessario chiedere rispetto per l\'identità dei nostri Paesi, che si è formata nel corso dei millenni”.
Secondo Blair, il dovere dei credenti è di mostrare che la religione non è fonte di conflitti ma impegno per l\'edificazione della giustizia. “In questo modo, mostreremo il vero volto di Dio, che è amore e compassione”, ha detto.“La fede non è una forma di superstizione, ma la Salvezza per l\'uomo. Non è una fuga dalla vita. Fede e ragione sono alleate, non in opposizione. Fede e ragione si sostengono, si rafforzano, non in competizione. Per questo la voce della Chiesa viene ascoltata, la voce della fede deve essere ascoltata. E\' questa la nostra missione per il sec. XXI”, ha detto.


Questo è un articolo pubblicato il 29-08-2009 alle 18:23 sul giornale del 29 agosto 2009 - 1756 letture