Dona un rene al figlio e perde il lavoro

sanità 1' di lettura 04/09/2009 - Seguito in diretta su alcuni social network, il trapianto ha permesso a un papà di Alessandria di donare il proprio rene a suo figlio piccolo, Tommaso. Un gesto d’amore che però gli è costato il lavoro. Al momento, infatti, nel nostro Paese non esistono regole chiare che tutelino i donatori d’organo con permessi ad hoc per gli esami preoperatori.



Ciò che l’uomo di Alessandria non aveva previsto è che per fare tutti gli esami preliminari avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Insomma, se si va a donare il sangue si ha diritto ad un giorno di permesso dal lavoro, ma se si vuole donare un organo per salvare la vita al proprio figlio non ha diritto ad alcun permesso.

L’intervento è stato compiuto dal professor Ugo Boggi il 19 agosto nell´ospedale Cisanello di Pisa ma la notizia è stata diffusa solo adesso. Il babbo-coraggio è già stato dimesso e il bambino sta bene, anche se non per il momento non può ancora lasciare l’ospedale.

Irene Vella, 38 anni, di Cesena, nel 2003 donò un rene a suo marito a Pisa, l´anno dopo dette alla luce un bambino, ma nel mezzo sollevò un enorme caso nazionale: per poter donare un rene a suo marito aveva dovuto lasciare il lavoro perché la legge non le assicurava permessi.

È stata proprio la Vella a far conoscere il padre di Alessandria con il dottor Boggi di Pisa. I due si erano messi in contatto attraverso il popolare social network, Facebook.





Questo è un articolo pubblicato il 04-09-2009 alle 18:09 sul giornale del 04 settembre 2009 - 1859 letture

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