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BFI 53rd London Film Festival

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Si sta svolgendo in questi giorni la cinquantatreesima edizione del “London Film Festival”, dal 14 al 29 Ottobre. Il programma del Festival è ricco di titoli: 193 lungometraggi e 115 corti, affiancati da film provenienti dai vasti archivi del BFI (British Film Institute).

Numerose anche le iniziative collaterali, tra cui eventi speciali, masterclass e screentalk che offrono al pubblico l’opportunità di interagire con attori e registi di fama internazionale.
La sezione “Gala and special events” è un connubio di mondanità e marketing che prevede la\"Up proiezione di film di registi ed attori affermati e celebra il sostegno finanziario dei principali sponsor del festival, a cui i vari gala sono dedicati. Un esempio è Up in the Air di Jason Reitman, film interpretato da George Clooney e scelto come American Airlines Gala.
Il Gala di apertura si è svolto lunedì con l’anteprima mondiale dell’attesissimo Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, originale film di animazione tratto dal racconto di Roald Dahl e realizzato con la tecnica stop-motion. Presenti anche il musicista Jarvis Cocker e gli attori George Clooney e Bill Murray, che hanno dato voce ad alcuni personaggi del film. Il Gala di chiusura è invece affidato a Nowhere Boy di Sam Taylor-Wood che narra la gioventù di John Lennon con i toni di una love story piuttosto che di un’opera biografica.
La sezione “Film on the Square” è dedicata ad attesissimi film provenienti da tutto il mondo che hanno riscosso successo in altri festival e che verranno proiettati nei cinema di Leicester Square, al centro di Londra. Tra questi i vincitori del festival di Venezia e Berlino, rispettivamente Lebanon di Samuel Maoz e Il canto di Paloma di Claudia Llosa ma anche Tell me who you are di Souleymane Cissé, film dalla coinvolgente colonna sonora (con alcuni brani dell’artista Ali Farka Touré) che viene descritto dallo stesso regista come destinato a scatenare un dibattito riguardo alla poligamia e al ruolo dell’élite africana. Attesa anche l’anteprima mondiale 44 inch chest di Malcom Venville, provocatorio sguardo sulle reazioni e i progetti di vendetta di un uomo che viene abbandonato dalla moglie per un uomo più giovane.
Pellicole dai toni drammatici che vengono però alternate a pellicole dai toni più leggeri e ironici.
Dalla commedia esistenziale Cold Souls di Sophie Bartes, in cui Paul Giamatti interpreta se stesso alle prese con un traffico internazionale di anime, alla commedia falso-documentaristica Paper Heart di Nicholas Jasenovec, in cui Charlyne Yi dichiara di non essersi mai innamorata e di voler realizzare un documentario per capire se l’amore vero esiste. Dalla commedia surreale Bunny and the Bull di Paul King, regista della serie televisiva Mighty Boosh, all’ironica sguardo sulla società americana di Extract, recente lavoro di Mike Judge, creatore della dissacrante serie animata Beavis and Butthead.
Presente anche un meritato tributo a Pina Baush (recentemente scomparsa) grazie alla proiezione del documentario La danse: the Paris Opera Ballet di Frederick Wiseman, che rivela il mondo della danza a 360 gradi, dagli aspetti amministrativi e organizzativi fino alla preparazione e alla messa in scena di sette balletti, tra cui Orpheus and Eurydyce di Pina Bausch.
“Esperimenta” è la sezione con focus sul cinema sperimentale, che spesso è meta-cinema e riflette su se stesso. Così il regista Martin Reitman con Elementary Training for Actors esplora diversi metodi di recitazione, Eugène Green con The Portuguese Nun realizza un poetico tributo al cinema portoghese accompagnato dalla musica coinvolgente del fado, mentre Ken McMullen, regista di An Organisation of a Dream, cerca di capire se il cinema può essere pericoloso e ne indaga il potere politico e psicologico traendo inspirazione dai lavori del filosofo francese Bernard Stiegler. Prevista anche l’anteprima mondiale di Perestroika di Sarha Turner, un viaggio sulla linea ferroviaria Transiberiana in cui immagini del passato e del presente si confondono e si sovrappongono.
“Short cuts and animation” propone un vasto assortimento di film d’animazione e cortometraggi, a loro volta suddivisi per tema: The gothic and the grotesque (storie di genere horror, gotico e grottesco), A thing called love (storie d’amore), The young (storie in cui i giovani sono protagonisti), London calling (storie di registi londinesi), Landscape as a character (dove l’ambiente e i paesaggi sono parte integrante delle storie), People are strange (storie di eventi e persone bizzarre) e I fought the law (storie di ideologie, lotte e violenze).
Filo conduttore delle altre sezioni è invece la provenienza geografica.
“Cinema Europa” rivela sguardi di registi europei diversi sia per tematiche che per modalità narrative. Tra questi i documentari His & Her di Ken Wardrop, divertente e interessante ritratto di donne e di storie di vita irlandesi e The Very Instant di Manuel Huerga, che nel 2007 segue il tour del cantante uruguaiano Jorge Drexler, da tempo famoso in Spagna e in America Latina ma conosciuto a livello mondiale in seguito al successo del brano composto per la colonna sonora de I diari della motocicletta di Walter Salles.
Parliamo poi di Ivul, del regista e artista Andrew Kotting, che narra la storia di un calviniano “barone rampante”, ovvero di un ragazzo francese che decide di vivere sugli alberi come atto di ribellione nei confronti del padre, mentre Wolfy di Vassily Sigarev mostra la relazione della protagonista con la madre attraverso i ricordi d’infanzia e Burrowing di Henrik Hellstrom esplora i temi della solitudine e della contemplazione.
Una speciale attenzione è dedicata ai film britannici con la sezione “New British cinema”, che include ben 5 documentari, come Starsuckers di Chris Atkins, sul mondo spietato e corrotto dello star system e Mugabe and the White Africans di Lucy Bailey e Andrew Thompson, sulla \"Valhallabattaglia legale intrapresa da Michael Campbell per proteggere le proprie terre in Zimbabwe dall’espropriazione pianificata dal presidente Mugabe. Selezionati anche il film visionario Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn, regista danese conosciuto per la trilogia di Pusher, e il claustrofobico The Disappearance of Alice Creed di J. Blakeson. L’anteprima mondiale Don’t Worry About Me di David Morrisey trascina invece lo spettatore in un’inattesa storia d’amore nella bella e desolata città di Liverpool.
La sezione “French Revolution” presenta un ampio spettro di film francesi, tra cui Hadewijch di Bruno Dumont, White Material di Claire Denis e The Girl on the Train di André Téchiné, che si concederà al pubblico durante una lunga intervista inclusa negli eventi speciali del festival (masterclass).
“World Cinema” celebra invece i film provenienti dal resto del mondo. Anche in questa sezione sono presenti alcuni documentari come 45365 di Bill Ross, vincitore del festival SXSW, che offre un profondo ritratto della vita di tutti i giorni nella città di Sydney in Ohio, Defamation di Yoav Shamir, che affronta il problema dell’antisemitismo e il road movie tibetano The Search di Pema Tseden.
Diverse le storie d’amore, dal film tailandese Nymph di Nang Mai al coreano Like you Know it All di Hong Sang-Soo, alla divertente commedia indiana The Stolen Well di Shyam Benegal fino a Eyes Wide Open di Haim Tabakman, storia di un amore segreto nella comunità Ortodossa di Gerusalemme. Ma anche storie di sofferenza come Feast of Villains di Pan Jianlin, il cui protagonista decide di vendere un proprio rene al mercato nero per poter pagare le spese mediche del padre, Shirley Adams di Oliver Hermanus, intenso dramma ambientato a Città del Capo che racconta la lotta di una madre che si prende cura del proprio figlio, rimasto paralizzato in seguito ad uno scontro a fuoco e Gulaal di Anurag Kashyap, storia di intrighi politici, amori e inganni accompagnati da una evocativa colonna sonora folk.
Selezionati dal festival anche otto titoli italiani: Vincere di Marco Bellocchio, Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni, Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, Il grande sogno di Michele Placido, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, Lo spazio bianco di Cristina Comencini e il documentario sul cinema italiano Di me cosa ne sai di Valerio Jalongo.
Per concludere sottolineiamo l’attenzione che quest’anno è stata rivolta ai documentari e ai film che parlano di musica, come No One Knows About Persian Cats di Bahaman Ghobadi, riguardante la vibrante scena musicale iraniana, Oil City Confidential di Julien Temple, documentario sul gruppo rock Dr Feelgood, When you’re strange: a film about The Doors di Tom DiCillo, The White Stripes Under Great White Northern Lights di Emmett Malloy e Still Bill di Damani Baker e Alex Vlack, sulla vita del cantautore Bill Withers, il cui brano Aint no sunshine è stato interpretato da cantanti di tutto il mondo, inclusi Van Morrison e Michael Jackson.


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Questo è un articolo pubblicato il 15-12-2009 alle 13:48 sul giornale del 24 ottobre 2009 - 1011 letture