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Decreto Romani: modifiche approvate ma ancora confusione

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Rispetto alle precedenti versioni (in bozza), il decreto definitivo esclude una più ampia di tipologia di siti internet dalle responsabilità di media televisivi, come l’obbligo di rettifica e di dichiarazione di inizio attività. Restano però alcuni aspetti poco chiari che potrebbero riservare sorprese. 

In parte, il rischio di una censura per ogni diffusione di contenuti sul Web sembra sventato: tra le attività escluse dalla regolamentazione, infatti, il ministero elenca esplicitamente \"i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, i giochi online\".

Gli obblighi previsti dal testo riguarderebbero dunque soltanto le televisioni, ossia quello che avrebbe dovuto essere l\'unico e principale bersaglio del decreto fin dal principio, anche se la formulazione non è priva di ambiguità.

Restano in vigore sia le norme che puniscono i canali in onda sulla piattaforma Sky attraverso il taglio di un terzo degli affollamenti pubblicitari, sia quelle che premiano Mediaset facendo rientrare \'per legge\' i suoi programmi al si sotto del limite antitrust.



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Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2010 alle 19:32 sul giornale del 02 marzo 2010 - 1105 letture