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Dal Vaticano nuove norme: pedofilia e ordinazione per le donne sono reato

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Nella città del vaticano esige norme più severe per combattere la pedofilia in ambito religioso e non solo.

E' cominciata la revisione delle normative sugli abusi sessuali commessi da religiosi verso i minori. La Santa Sede dunque tenta di correre ai ripari dopo i recenti scandali che hanno colpito la chiesa riferiti alle accuse di pedofilia che hanno coinvolto alcuni sacerdoti.


L'aggiornamento della Legge Vaticana istituisce il reato di pedofilia e quello di violenza sessuale nei confronti di soggetti minorati, eguagliati ai minori. E' reato anche il possesso di materiale pedopornografico, inserito nel codice come “delitto di pedopornografia”.

La nuova legge vaticana ribadisce anche il divieto di ordinazioni sacerdotali per le donne. Chi contravviene, come nel caso della chiesa anglicana, viene considerato colpevole di reato. Giovanni Paolo secondo, già nel 2001, aveva parlato dell'argomento abuso in “Delicta Graviora” proponendo la sospensione dei religiosi in tal caso: il passo verso norme più specifiche piuttosto che regole generali ed eccezionali inizia proprio con il papa appena citato.

Le nuove regole permettono a chi ha subito abusi di poter denunciare l'accaduto dai 10 ai 20 anni dopo che la vittima sia diventata maggiorenne. Termini che potranno essere estesi in casi specifici.

"Le nuove norme sugli abusi sessuali - afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi- consistono in procedure più rapide per affrontare tempastivamente le situazioni più urgenti e gravi, permettono l'inserimento di laici nel personale dei tribunali ed equiparano l'abuso su persone con limitato uso di ragione a quello sui minori”. Unico sostegno a favore dei religiosi imputati e non solo consiste in una nuova normativa che prevede di trattare il processo in tutta riservatezza per tutelare vittime e imputati.




di Laura Rotoloni
vivere.biz/laurarotoloni






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