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Loreto: l'omicida delle due donne si è costituito

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manette, arresto

Si è costituito Claudio Sopranzi, italo argentino che mercoledì 28 luglio ha ucciso con la sua pistola Silvana Mannino, 30 anni, e Rita Pulvirenti, 54 anni. Sembra che l'uomo non avesse accettato la fine della relazione con Vincenza Mannino, sorella di Silvana e figlia di Rita, 28 anni, rimasta ferita nella sparatoria, fortunatamente non in pericolo di vita. 

La fuga di Claudio Sopranzi è durata poco. L'italo argentino che mercoledì ha ucciso con la sua pistola Silvana Mannino, 30 anni, e Rita Pulvirenti, 54 anni, dopo aver abbandonato la propria bicicletta a 200 metri circa dall'abitazione dei Mannino in località Grotte di Loreto, si è portato spontaneamente presso il comando dei Carabinieri di Numana per costituirsi. I Carabinieri dopo il delitto si erano immediatamente attivati per ricercare l'uomo mediante elicotteri e unità cinofile.

In particolar modo si sono affidati a una persona conosciuta da Sopranzi: certi che l'uomo l'avrebbe contattata l'hanno invitata a recarsi in caserma. Sopranzi ha effettivamente cercato la persona in questione (la cui identità è tenuta strettamente riservata dai militari per comprensibili motivi di sicurezza) e si è potuto così stabilire un contatto tra i Carabinieri e l'omicida. I militari sono riusciti a convincere Sopranzi ad ammettere il proprio reato e costituirsi. L'uomo ora è difeso dall'avvocato Roberto Marini del Foro di Ancona. L'accusa che pende su di lui: omicidio volontario aggravato e plurimo. Quanto a Vincenza Mannino, 28 anni, ferita durante la sparatoria, è ancora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Torrette di Ancona e fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita. Nessun organo vitale sarebbe stato colpito.

Proprio lei era l'obiettivo della furia omicida di Sopranzi. L'uomo e la donna infatti avevano intrecciato una relazione interrottasi un anno fa. Vincenza abitava con la madre Rita e la sorella Silvana nella casa di Grotte e aveva due bambini, una femmina di 10 anni e un maschio di 7 avuti da due padri differenti (nessuno dei due da Sopranzi), la prima in Sicilia la seconda nelle Marche. I due bambini erano in casa al momento dell'aggressione ma fortunamente sono rimasti illesi. Sembra che l'uomo non avesse accettato la fine della relazione. Per questo si è armato con la sua beretta regolarmente registrata per l'uso sportivo e si é portato con la bici a casa Mannino. Incensurato, aveva vissuto in Sicilia e lavorava come custode di un campeggio presso Numana. Ha sparato con precisione.



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Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2010 alle 21:55 sul giornale del 29 luglio 2010 - 1123 letture