Olanda: l'albero che aveva accompanato la segregazione di Anna Frank è caduto

anna frank 1' di lettura 23/08/2010 -

L'albero che accompagnò i pensieri di Anna Frank: l'unico appiglio con la realtà che vedeva imponente dalla finestra della soffitta è morto portando con se i ricordi di quella ragazzina ebrea ben 65 anni fa.



Lei lo aveva descritto così dal quella finestra della soffitta che dava sul cortile dove l'albero, un imponente castagno, primeggiava solitario: “un albero di castagno spoglio, sui cui rami brillano piccole gocce di pioggia, che sembrano d'argento...”. Quell'albero seppur spoglio appariva nella mente della Frank come qualcosa di bellissimo e reale: qualcosa che le faceva ancora vivere emozioni vere in un periodo triste della sua vita; costretta con la sua famiglia a vivere segregata in una soffitta prima di essere deportata al campo di concentramento di Bergen-Belsen per finire lì i suoi giorni quando la guerra stava volgendo alla fine.

Se n'è andato alla veneranda età 150 anni con uno schianto enorme a causa del vento e della forte pioggia. Malato da tempo la sua fine era ormai annunciata. Ma molti si erano opposti a coloro che lo volevano abbattere rivedendo in lui il simbolo di una piccola, grande protagonista ebrea: una bambina che aveva avuto il coraggio di scrivere un diario di memorie più o meno tristi che sono poi passate alla storia e che continuano a rivivere in coloro che lo leggeranno.






Questo è un articolo pubblicato il 23-08-2010 alle 20:38 sul giornale del 24 agosto 2010 - 1063 letture

In questo articolo si parla di cronaca, alberi, ebrei, anna frank, seconda guerra mondiale, laura rotoloni

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