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Usa: nuova marea nera, questa volta la società incriminata è la Mariner Energy

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Un'altra piattaforma petrolifera è esplosa giovedì mattina in America nei pressi delle coste di Vermilion Bay, in Louisiana. L'esplosione è avvenuta a circa 300 chilometri da quella della British Petroleum esplosa cinque mesi fa.

Il personale a bordo, circa tredici persone, sono state portate in salvo – ha riferito il portavoce della Guardia Costiera, Bill Colclough - e solo una risulta ferita”.

Questa volta non è la Bp la società incriminata, ma la Mariner Energy . La società petrolifera afferma, contrariamente ai fatti, che non vi è stata fuoriuscita di petrolio.
Ma la guardia costiera è prontamente arrivata sul luogo dell'esplosione constatando una scia di petrolio che defluiva dalla piattaforma incriminata.

Fortunatamente il danno non sarà così catastrofico dal momento che la piattaforma in questione si trova in acque poco profonde. Lo scoppio della piattaforma Deepwater Horizon di proprietà della Bp, invece, avvenuto il 20 aprile scorso ha riversato in mare ben 780 milioni di litri di greggio e bloccare la fuoriuscita è stato molto impegnativo per l'alta profondità in cui si trovava.


Il recupero del petrolio della Mariner Energy sarebbe sicuramente un'operazione più semplice di quella del recente passato che ha provocato il disastro ecologico più violento nella storia americana e che, dicono gli esperti, ci vorranno circa una cinquantina d'anni prima che l'ecosistema ritorni alla normalità.

Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha affermato che il governo è pronto ad intervenire nel caso di inquinamento delle acque.



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Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2010 alle 23:48 sul giornale del 03 settembre 2010 - 757 letture