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Gelmini: 'i test sono un'ottima valutazione oggettiva'. E le polemiche incalzano

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mariastella gelmini

Da Milano a Bari, tutte le università italiane di medicina e non solo, quelle che sfoggiano come selezione il fatidico numero chiuso, hanno iniziato i loro test di ammissione. Il numero chiuso è stato introdotto per favorire l’accesso a coloro che sia i migliori in quel campo, ma siamo davvero sicuri, come ha detto Beppe Severgnini che “i quiz siano la risposta migliore per indagare la dedizione e la passione di un ragazzo”?

Probabilmente no. "Con un margine di certezza abbastanza alto possiamo anche dire – dice ancora Severgnini – che un bravo medico di oggi non saprebbe rispondere a una delle tante domande dei quiz, poiché veramente infinite sono le variabili di cultura generale”. Più che un test di valutazione sulla preparazione di un ragazzo, questi test di scrematura iniziale si potrebbero definire come una “lotteria dei test” dove ad incidere sarà la fortuna aggiunge ancora Severgnini.

Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha risposto così alle critiche: “sono contraria all’abolizione dei test”, poiché è convinta che sia un ottimo metodo per selezionare la massa degli studenti che si avvicinano all’università (nel caso specifico a quelle di medicina).

Durante la presentazione delle nuove proposte per l’anno scolastico 2010-2011 la Gelmini ha affermato che chi è propenso a prendere in considerazione il voto di maturità come elemento di selezione non prende in considerazione che questo non è una selezione oggettiva, ma soggettiva.

I Test di medicina potrebbero cambiare dal 2011: al questionario verrà aggiunta la valutazione del curriculum scolastico delle medie superiori dei candidati e forse verrà aggiunto anche un colloquio attitudinale.

Antonio Quaranta, preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, sostiene che “Il problema sta nella metodologia che la conferenza dei presidi sta valutando da tempo, poiché diversa dai parametri di valutazione del resto d’Europa che valuta il percorso didattico delle superiori".

L'auspicio è che gli studenti di oggi non siano discriminati da questa situazione come lo sarebbe stato tanti anni fa il genio Albert Einstain che a causa di un curriculum poco brillante, in particolare nella matematica, sarebbe stato espulso non solo da una facoltà, ma anche dal poter realizzare gli studi o a cui ha dedicato con passione e dedizione tutta la sua vita, tra i quali anche la Teoria della Relatività.



mariastella gelmini

Questo è un articolo pubblicato il 03-09-2010 alle 12:29 sul giornale del 04 settembre 2010 - 1535 letture