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Roma Capitale: non più Comune ma Ente Speciale

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Firmato dal Presidente del Consiglio, dopo il via libera unanime del Consiglio dei Ministri, il decreto che trasforma in modo sostanziale lo status giuridico della città: non più Comune ma "ente speciale Roma Capitale", con più autonomia e più funzioni.

Il decreto prevede che il nuovo ordinamento scatti lunedì 20 settembre, in coincidenza con il 140°anniversario della breccia di Porta Pia, 20 settembre 1870, quando l'esercito italiano passò le Mura Aureliane.

Quali cambiamenti intervengono dal 20 settembre? Lo ha spiegato il sindaco Alemanno incontrando la stampa dopo la firma del decreto: in primo luogo il Consiglio Comunale diventaAssemblea Capitolina. Il numero dei consiglieri "sarà argomento di discussione all'interno della riforma del codice delle autonomie", partendo dal numero di 48 membri indicato nella bozza di decreto sul federalismo fiscale, approvata in questi giorni dalla Commissione Bicamerale competente.

In secondo luogo i Municipi non potranno essere più di 15. Finora il Comune di Roma ne ha avuti 19 e si tratterà di stabilire come accorparli.

Altri elementi istituzionali di rilievo: il Sindaco potrà partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri per essere ascoltato, quando il CDM discuterà questioni importanti su Roma Capitale. E' prevista la procedura d'urgenza per l'attività dell'Assemblea Capitolina, quando il dibattito verterà su provvedimenti di particolare natura e rilievo. Sarà invece il secondo decreto governativo, atteso per i prossimi mesi, a fissare l'ambito dei nuovi poteri dell'"ente speciale" nella cornice giuridica disegnata dal primo decreto.



Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2010 alle 22:57 sul giornale del 18 settembre 2010 - 683 letture