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Harry Potter diventa horror. Sconsigliata la visione ai bambini

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I bambini è meglio che si astenghino. È il consiglio preventivo che viene da dare dopo la visione di Harry Potter e i doni della morte - Parte 1, settimo ma non ancora ultimo film sul «maghetto» di Hogwards, che porta sullo schermo solo una parte del libro che conclude la saga di J. K. Rowling, rimandando lo scontro finale e definitivo tra Harry e Voldemort alla prossima estate, quando sarà distribuita laParte 2.

Perché il settimo episodio ha avuto bisogno di un doppio programma? La ragione va cercata nello straordinario successo della saga letteraria specialmente presso un pubblico di adolescenti, un pubblico cioè più analitico che sintetico, dispiaciuto se nella riduzione si perdono particolari o personaggi che si sono impressi nella loro fantasia.

Lo scontro finale si avvicina. Il male sembra prendere il sopravvento sul bene. Il Signore Oscuro è sempre più potente, Harry sempre più solo. Non ci sono luoghi sicuri: nascondersi diventa nello stesso tempo necessario e difficile.

A dare il tono al film, però, questa volta è la sua ambientazione: non più la scuola di magia di Hogwards, con le sue atmosfere tutto sommato «protettive», ma il mondo di tutti i giorni, anonimo e quotidiano, dove però il Regno del Male detta sempre più legge, tra Mangiamorte, Ghermidori e avvisi di persone indesiderate.

È proprio in questo contrasto tra entusiasmi giovanili e delusioni della vita, tra il «visibile» e l’«invisibile» che finalmente la storia di Harry Potter si avvicina a trasformarsi in un particolarissimo romanzo di formazione. Con le sue scelte difficili, i suoi momenti di rabbia, le pause di tenerezza o quelle di sconforto.



Questo è un articolo pubblicato il 17-11-2010 alle 17:48 sul giornale del 18 novembre 2010 - 1502 letture