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Costa d'Avorio verso la guerra civile, almeno 20 morti

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Clima sempre più da guerra civile in Costa D’Avorio. Gli scontri di ieri ad Abidjan hanno provocato la morte di almeno 20 persone, tra miliziani, fedeli al presidente uscente Gbagbo, e manifestanti sostenitori del presidente eletto, Ouattara.

La situazione nella capitale Abidjan è in pieno caos e la tensione che si respira nell'aria è incandescente. Gli ex ribelli delle Forces nouvelles, sostenitori del presidente Alassane Ouattara, uscito vincitore alle elezioni del 28 novembre scorso, hanno organizzato una marcia verso la sede della televisione statale Rti presidiata dai soldati delle Forces de défence et de sécurité (Fds).

Si tratta di uomini fedeli all'ex presidente Laurent Gbagbo che ha contestato l'esito della consultazione e ha ottenuto la vittoria con un verdetto del Consiglio Costituzionale da lui controllato.

Tutto era iniziato lo scorso 3 Dicembre, quando l’esito di vittoria dell’opposizione riconosciuto anche dall’Onu, è stato rovesciato dal Consiglio Costituzionale, che aveva assegnato all’ex presidente il 51% dei voti.

Una settimana dopo, di fronte al rifiuto di Gbagbo di riconoscere la vittoria all’avversario, l’Unione Africana aveva sospeso la Costa d’Avorio da tutte le attività dell’organizzazione fino a quando non si fosse ricostituito il potere democraticamente eletto. Subito dopo è intervenuta anche l’UE che ha chiesto subito misure concrete contro il Presidente e i suoi familiari: blocco dei visti e congelamento dei beni è stata la decisione persa 4 giorni fa dai Ministri degli esteri europei.



Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2010 alle 15:54 sul giornale del 18 dicembre 2010 - 807 letture