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L'Iran condanna il regista Pahani a 20 anni di silenzio e 6 di carcere

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Jafar Panahi

Si è cucito addosso l'etichetta di intellettuale scomodo verso il governo iraniano, così il tribunale di Teheran ha voluto punire il regista iraniano Jafar Panahi: 6 anni di carcere, 20 di silenzio e l'impossibilità di portare avanti la sua passione, il cinema.

Il regista 49enne non potrà dunque realizzare film per 20 anni. Ciò significa, se questo avverrà, che Panahi concluderà qui la sua carriera cinematografica. Oltre all'interdizione di non produrre film, non potrà né lasciare l'Iran, né rilasciare interviste per 20 lunghi anni.

Il suo avvocato, Farideh Gheirat, ha riferito che la condanna a 6 anni è dovuta al fatto che Panahi è stato giudicato un sovversivo nei confronti dello stato. A questo è stata aggiunta la cattiva immagine che ha dato del suo paese e dell'Islam nel mondo. Queste le accuse principali della sentenza del tribunale iraniano che condanna questo coraggioso regista ad un futuro di “mutismo” forzato verso il mondo.

Proprio lui, Panahi, che si era distinto per i suoi appelli attraverso i suoi film, ma anche partecipando attivamente alla politica e alla vita del suo paese. Lui che era sceso in piazza a manifestare contro il governo sostenendo apertamente Moussavi, che aveva ricordato con una manifestazione Neda, la ragazza morta per contestare le elezioni nell'estate passata e per l'abolizione della pena di morte a favore di Sakineh. Lui che nei suoi film non si è mai risparmiato di gridare al mondo, dipingendola, la grave condizione femminile in Iran.

Ora, mentre il suo avvocato si rivolge al mondo ed in particolare al cinema, il suo paese lo “premia” con una sentenza che negherà a Panahi il diritto di esprimere attraverso la sua arte le sue idee e di combattere pacificamente le sue battaglie. Di lui ricordiamo Lo Specchio con cui venne premiato al Festival di Locarno e Il Cerchio con cui vinse il Leone d'oro al festival di Venezia.





Jafar Panahi

Questo è un articolo pubblicato il 20-12-2010 alle 23:31 sul giornale del 21 dicembre 2010 - 874 letture