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Antonio Albanese batte Checco Zalone

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E' ormai indubbio che la voglia di commedia stia contagiando gli italiani. Dopo Checco Zalone, anche Antonio Albanese e il suo “Qualunquamente” sbancano il Box-office. Un'ascesa inarrestabile che solo nel primo weekend di programmazione conduce Albanese a quota 5,4 milioni di euro, ottenendo il primo posto in classifica e lasciandosi dietro persino l'acclamatissimo “Che bella giornata”.

Un personaggio esilarante nato qualche anno fa, l'idea vincente di portarlo sul grande schermo in questo particolare, confuso e se vogliamo qualunquistico momento socio-politico ed ecco che il successo è servito.

L'abilità di Albanese sta nella capacità di riprodurre con chirurgica somiglianza vizi e piaceri di una classe politica ormai alla frutta da troppi anni, che però continua a riciclare se stessa, grazie alla complicità o forse il timore di chi li dovrebbe sbugiardare, criticare o quantomeno disprezzare.

Era il 2003 quando Antonio Albanese portava sul piccolo schermo, nella trasmissione Rai Non c’è problema, il suo Cetto. Poi approdava con successo in quella straordinaria fucina di comici che è la Gialappa’s Band (Mai dire Domenica) e, infine, diventava presenza fissa del pre-serale di Fabio Fazio in Che tempo che fa?

Si ride molto, ma di un riso che nasce dal rovo spinoso della satira, tanto che talvolta, per la vergogna, non si ride affatto. La situazione politica del paese – alle prese con i sollazzi illegali o presunti tali del presidente del Consiglio – è così irreale da ridimensionare anche una splendida caricatura come Cetto La Qualunque.



Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2011 alle 17:51 sul giornale del 25 gennaio 2011 - 1146 letture