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Ascoli: omicidio Rea, tracce di Dna femminile e di Parolisi sul corpo di Melania

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Carmela Rea

Nuovi dettagli sull'omicidio di Melania Rea arrivano dalla perizia medico legale che svelerebbe tracce di Dna femminile sotto l'unghia dell'anulare sinistro dove la 29enne indossava la fede e l'anello oro, oltre a tracce di Dna di Parolisi in bocca alla giovane vittima.

Melania Rea, dunque, secondo le ultime ricostruzioni degli inquirenti sulla base dei nuovi dettagli sarebbe stata aggredita alle spalle dopo essersi abbassata volontariamente i pantaloni e gli indumenti intimi. Secondo la perizia infatti gli indumenti della giovane mamma di Somma Vesuviana sarebbero dovuti essere strappati.

La 29enne, scomparsa il 18 aprile scorso, è stata trovata morta due giorni dopo nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo) . Poco distante dal corpo gli inquirenti avevano rinvenuto l'anello oro, pensando ad un gesto di rabbia da parte di Melania nei confronti del suo assassino. Ora, il delitto viene ricostruito a fasi: la giovane donna sarebbe stata aggredita alle spalle. Melania, riuscendo a fuggire, sarebbe stata inseguita e afferrata dall'assassino. Una volta raggiunta la donna sarebbe stata colpita, da una sola persona, con un'arma da taglio.

Inoltre, secondo la perizia, sembrerebbe che l'assassino sarebbe tornato sul luogo del delitto nei giorni successivi per cercare di depistare le indagini. Il corpo di Melania Rea sarebbe stata quindi colpita con un'altra arma.

In queste ore dunque, gli inquirenti dovrebbero chiarire l'esatta dinamica e soprattutto l'assassino o gli assassini di Melania Rea, per la quale attualmente l'accusa ha chiesto l'arresto di Parolisi, marito della vittima, per il reato di omicidio volontario.



Carmela Rea

Questo è un articolo pubblicato il 17-07-2011 alle 23:07 sul giornale del 18 luglio 2011 - 2790 letture