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Editoriale

Riforma dell'ordine dei giornalisti: la libertà d'espressione sarà sempre più limitata

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Ordine dei Giornalisti

La Costituzione della Repubblica Italiana, all'articolo 21 recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure." Eppure per poter pubblicare un giornale, anche online, è necessario essere iscritti all'Ordine dei Giornalisti. Un ordine che, grazie anche alla riforma in via di approvazione, sembra sempre più un club privato.

La legge che riforma l'Ordine dei Giornalisti è stata approvata in prima lettura della Commissione cultura della Camera.

La riforma, presentata da Giancarlo Mazzuca, prevede che i giornalisti professionisti debbano avere almeno una laurea triennale e che gli aspiranti pubblicisti debbano superare un esame di cultura generale che attesti, tra l’altro, la conoscenza dei principi di deontologia professionale.

"Queste norme - fanno sapere dall'Ordine dei Giornalisti - contribuiranno alla crescita della qualità dell’informazione e a una maggiore consapevolezza dei doveri nei confronti dei cittadini."
Ma nello stesso tempo impediranno a molti cittadini di esercitare la libertà costituzionale di pubblicare un giornale. Un giornale vive della forza delle proprie idee, anche se il direttore responsabile non ha una laurea o la sua cultura generale non è eccelsa.

Non sono state approvate le proposte di istituire una Commissione deontologica nazionale ed il Giurì per la correttezza dell’informazione.
"L’una e l’altro avrebbero consentito di dare risposte in tempi più rapidi ai cittadini che si rivolgono all’Ordine per denunciare comportamenti dei giornalisti ritenuti scorretti", sostiene L'Ordine tanto che il Consiglio nazionale auspica “che il Senato recuperi la Commissione deontologica e il Giurì per la correttezza dell’informazione”.

"Strumenti di censura" ribatte chi ha a cuore la libertà d'espressione.



Ordine dei Giornalisti

Questo è un editoriale pubblicato il 04-08-2011 alle 01:16 sul giornale del 05 agosto 2011 - 2848 letture