SEI IN > VIVERE ITALIA > CULTURA
articolo

Assegnato premio Nobel per la Fisica: l'Universo si espande accellerando; ma la Hack non ci 'crede'

2' di lettura
1066

universo

Premio Nobel dal sapore Astrofisico quest'anno; vinto e condiviso da tre ricercatori: Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt, e Adam G. Riess. Osservando esplosioni di stelle, dette "supernovae", avvenute in galassie lontane, che avevano una luminosità inferiore rispetto a quello che ci si aspettava; i tre vincitori del Nobel hanno dedotto che l'Universo è in espansione accellerata.

Che l'Universo si stesse espandendo era cosa già nota da tempo. Secondo la teoria classica del Big Bang, infatti, l'universo ebbe origine 13.7 miliardi di anni fa da una tremenda "esplosione" (detta appunto Big Bang) nella quale si "creò" lo spazio, il tempo e la materia stessa. L'espansione attuale dell'universo (misurata in laboratorio) è una conseguenza di questa antica esplosione. Secondo la teoria classica però questa espansione dovrebbe rallentare col tempo fino ad arrestarsi o addirittura invertirsi in una compressione che porterebbe alla fine ad un Big Crunch; ma le cose sembra che non andranno così. L'espansione dell'Universo non sta rallettando; sta accellerando.

A "spingere l'accelleratore" di questa espansione sarebbe l'energia oscura. Il termine sembra appena uscito da un film di fantascienza eppure si tratta di argomenti scientifici di frontiera.

Le conseguenze di questa scoperta sono "agghiaccianti" nel senso lato del termine: l'Universo infatti, espandendosi sempre più velocemente, si raffredderebbe gradualmente fino allo 0 assoluto.

Il fenomeno fisico che lega raffreddamento all'espansione è proprio di tutti i gas: basta prendere una bomboletta spray e tenerla in mano spruzzando per qualche secondo per sentire che la bomboletta si sta raffreddando. L'Universo non è proprio la stessa cosa ma quello che succede è molto simile.

Margherita Hack, la celebre astrofisica fiorentina, ha però da dire la sua sulla scoperta: "Tesi affascinante, ma da verificare meglio. Se si confermasse la validità della scoperta il premio sarebbe certamente meritato, ma ho dei dubbi su misurazioni effettutate su corpi così lontani. Tra qualche decennio, o forse meno, con strumenti più precisi si potrebbero trovare errori di misura sulla distanza delle supernovae che potrebbero far crollare tutta la teoria".

Qualche informazione in più sui tre scienziati insigniti del prestigioso premio.
Saul Perlmutter, 52 anni, è direttore del Progetto Supernova Cosmology presso la University of California a Berkeley; Brian P. Schmidt, 44 anni, è capo della ricerca High-z Supernova presso l'Australian National University a Weston Creek, in Australia; Adam G. Riess, 42 anni, professore di astronomia presso la Johns Hopkins Universitu e lo Space Telescope.



universo

Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2011 alle 17:29 sul giornale del 05 ottobre 2011 - 1066 letture