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Moody's declassa il debito pubblico italiano, pagheremo ancora più interessi

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L'agenzia di rating statunitense Moody's ha abbassato il giudizio sui titoli di Stato italiani portandolo ad "A2" da "Aa2" con prospettive in calo. Solo due settimane fa l'agenzia Standard&Poor's aveva abbassato il giudizio sull'Italia, portandolo da A+ ad A.

A non piacere a Moody's sono le incertezze economiche e politiche del nostro paese, oltre alle prospettive globali ed al calo della fiducia nei confronti del debito dei Paesi dell'eurozona.

A pesare nella decisione di Moody's il rapporto debito/Pil che alla fine del 2011 sarà a 120% (era al 104% nel 2008). Ovvero l'Italia ha più debito di quanto produce in un anno. Il rischio di un fallimento per l'Italia è remoto, spiega l'agenzia di rating, ma la vulnerabilità dell'Italia è aumentata.

Ora lo Stato Italiano per collocare sul mercato nuovi titoli di stato, ovvero per trovare finanziatori per il suo debito, dovrà offrire interessi più alti.

Il governo minimizza: "la scelta di Moody's era attesa. Il governo italiano sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico. Quegli stessi obiettivi che sono stati oggi accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea", mentre l'opposizione coglie l'occasione per chiedere le dimissioni del Premier: "Il declassamento è una mazzata - dice Pierluigi Bersani - l'Italia è meglio di quel rating, ma se non c'è un cambiamento la sfiducia rischia di tirarci a fondo"



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Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2011 alle 23:21 sul giornale del 05 ottobre 2011 - 1229 letture