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Calciatore arrestato per tatuaggio di Gesù. Accade in Arabia Saudita

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Juan Pablo Pino, 24 anni, attaccante colombiano in forza all'Al Nasr in Arabia Saudita è stato arrestato per aver esibito tatuaggi a sfondo religioso. 

In Arabia Saudita Pino non si faceva grossi problemi a circolare, alla stregua di moltissimi altri calciatori, con i bicipiti tatuati in bella vista. E mentre passeggiava con la moglie - incinta - è stato arrestato in un centro commerciale dagli agenti della Commissione per la Promozione della Virtu è Prevenzione del Vizio.

In Arabia Saudita l'esibizione di tatuaggi è vietata ma è possibile che sul provvedimento abbia pesato anche la loro connotazione religiosa. Secondo i media sauditi, diversi clienti del centro commerciale hanno espresso indignazione per l'abbigliamento del calciatore e hanno allertato gli agenti della polizia morale.

L'arresto, per la verità, non è un fulmine a ciel sereno: la Commissione infatti aveva già avvertito i calciatori pluritatuati. I disegni sulla pelle, spiegava la Prevenzione del Vizio, "hanno effetti negativi sulla gioventù saudita. Comunichiamo alle società che devono avvertire tutti i giocatori stranieri con tatuaggi che devono coprirli prima di scendere in campo o di girare per le strade”.

L'anno scorso una simile disavventura era capitata a Mirel Radoi, romeno in forza all'Al Hilal, che dopo aver realizzato un gol baciò un tatuaggio che raffigurava una croce.



Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2011 alle 22:18 sul giornale del 11 ottobre 2011 - 3494 letture