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Giornata mondiale dell'obesità

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Torna per la decima volta, lunedì 10 ottobre, la "Giornata mondiale dell'obesità", manifstazione organizzata dall’ADI, Associazione Italiana di dietetica e Nutrizione clinica. In tale giornata sranno disponibili dei controlli gratuiti presso tutti i centri e gli enti che hanno aderito a tale manifestazione.

Un avolta si credeva che solo gli Stati Uniti soffrissero di tale patologia, l'obesità. Oggi, invece, possiamo parlare di ciò, estendendola a tutti i paesi occidentali. Ovvero a quei paesi che non vogliono accontentarsi di quanto potrebbe loro bastare ma vogliono sempre di più, senza pensare che quel "di più" può provocare dei danni, a volte anche irreversbili. Proprio per questo l'Italia ha deciso di aderire per il decimo anno di fila alla "Giornata mondiale dell'obesità".

"Mens sana in corpore sano", cercare di tenere fede a tale mentore non sembrerebbe poi così difficile, infondo le pubbblicità, le trasmissioni televisive, persino le confezioni dei cereali ci dicono che cosa dovremmo fare: seguire una dieta adeguata al nostro fisico, mangiare tanta frutta e verdura, bere molta acqua e praticare attività sportiva tutti giorni. Sembra gfacile ma non è così.

La vita che siamo portati a condurre è sempre più frenetica, ci porta a prenderci delle pause sempre più fugaci, senza poter rigenerare il nostro fisico in maniera adeguata. Inlotre tale frenesia ci spinge, in quei momenti di piena libertà, a non dedicarcirealmente a noi stessi. Quindi potremmo quasi concludere che i reali "germi" da spazzare via sono "pigriza mentale e fisica". Inoltre le persone obese, oltre a costituire un danno per se stesse, costituiscono un danno anche per la comunità, secondo le statistiche Istat 4 milioni di obesi, comportano un costo per la comunità di 8,3 miliardi di euro.

Dato allarmante, in Italia, risulta essere anche l'obesità infantile. Secondo la Barilla Center for Food & nutrition, solo l'1% dei bambini mangia correttamente, la maggior parte tende ad alimentarsi con cibi molto grassi che non portano alcuna sostanza genuina. Tale problematica è preseante anche in altre parti d'Europa, spingendo i vari paesi ad assumere misure drastiche. Infatti in Danimarca è stato deciso d'imporre la "Fat Tax", ovvero una tassa che umenterebbe di due ero ogni alimento ritenuto troppo grasso come: salumi, latticini, olio, burro, margarina ecc. Questa pratica potrebbe estendersi anche in altre zone d'Europe, a partire dal Regno Unito e chissà che non raggiunca anche l'Italia.



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Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2011 alle 18:20 sul giornale del 11 ottobre 2011 - 1144 letture