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Pisa: utero asportato da un robot

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Per la prima volta nella storia della medicina viene asportato l'utero ad una sessantenne, affetta da tumore, attraverso il sistema robotico "Da Vinci".

Questa volta, la ricerca medico-scientifica, ha superato se stessa: con l'uso del sistema robotico "Da Vinci", è riuscita ad asportare l'utero di una sessantenne, malata di tumore. Principale protagonista è stata l'equipe di medici, appartenenti al Centro interdipartimentale di chirurgia robotica dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa.

I medici hanno effettuato un' isterectomia definita anche con il nome "single port" (unica via d'uscita) un' operazione chirurgica mini-invasiva. Infatti l'utero della paziente, affetta da tumore all'endometrio, è stato asportato attraverso l'ombelico, l'unica uscita.

Tale operazione chirurgica consisteva nell'introdurre degli strumenti di ampiezza pari ai 5 mm attraverso una piccola incisione (2 cm) al livello dell'ombelico, permettendo così di lasciare la parte dell'addome illesa da cicatrici. La signora operata qualche giorno fa, è già stata dimessa.

Questa tecnica, in realtà, non è nuova in campo medico, ma fu già adottata in laparoscopia con scarsi risultati per la poca manovrabilità nella cavità endometrica, attraverso l'uscita esclusiva dell'ombelico. L'utilizzo del robot ha permesso di superare limiti come la visione tridimensionale e il tremore degli strumenti che possono facilmente urtarsi tra di loro.

La medicina ha quindi oltrepassato un garande traguardo, permettendo di poter eseguire interventi per patologie ginecologiche, oncologiche, toraciche, eseguire interventi, attraverso l'uso esclusivo di una microincisione sull'ombellico e di un robot.



Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2011 alle 16:43 sul giornale del 11 ottobre 2011 - 1056 letture