Napolitano dà l'incarico a Mario Monti, inizia il dopo Berlusconi

Mario Monti 2' di lettura 14/11/2011 -

Sabato sera Silvio Berlusconi si è recato dal capo dello stato per rassegnare le proprie dimissioni. Davanti al Quirinale una folla in festa per salutare l'addio dell'ex premier. Meno di 24 ore dopo il Presidente della Repubblica ha dato l'incarico all'economista Mario Monti.



La politica italiana, in crisi di credibilità, ha fatto un passo indietro di fronte alle pressioni dei mercati economici che nelle ultime settimane hanno visto la fiducia nel nostro paese crollare con un conseguente aumento del costo del nostro debito pubblico fino alla soglia del 5,7% in più rispetto alla Germania.

Il Governo del Paese è stato quindi affidato all'economista Mario Monti, ex commissario europeo, noto soprattutto per la maxi multa a Microsoft. Un governo nato a tempo di record, secondo le esigenze delle piazze finanziarie e sotto la guida impeccabile del Presidente Napolitano. Il nuovo governo sarà appoggiatto da tutte le forze politiche, dal PdL al PD, passando per il Terzo Polo e per SEL. Con l'appoggio condizionato anche dell'IdV. Unica forza di opposizione la Lega Nord.
Compito del nuovo primo ministro tirare fuori l'Italia dalla crisi economica.

Di fatto il potere esecutivo è stato soppiantato, almeno temporaneamente, dal potere economico.
Una situazione che si è venuta a creare in primis per l'anomalia dell'Europa, dove il potere politico del Parlamento e della Commissione Europea è limitato ed indebolito dagli stati nazionali e non ha la forza per confrontarsi alla pari ne con il potere economico della BCE ne con le potenze extraeuropee come Usa e Cina. Un vero e proprio paradosso perché così gli stati nazionali per preservare la propria autonomia politica rischiano di perderla completamente, come sta accadendo in Italia o in Grecia.

L'altra causa è la brutta prova di sé che la Politica Italiana sta dando. L'impossibilità di prendere decisioni, di tagliare gli sprechi e la non volontà di eliminare i privilegi della "casta", oltre alla controversa figura di Berlusconi e la legge elettorale che ci ha dato un parlamento di nominati ha reso la politica italiana poco credibile e quindi debole, lasciando spazio ad altri poteri.

La politica, e quindi la democrazia italiana, è stata salvata solo dal prestigio e dall'infaticabile lavoro di mediazione del Presidente Napolitano che è riuscito a fare l'impossibile: restituire fiducia nell'Italia.








Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2011 alle 00:37 sul giornale del 14 novembre 2011 - 4867 letture

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