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Un pacemaker per vincere la depressione

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Uno studio dell’Emory University School of Medicine di Atlanta (Usa) dimostra che la stimolazione cerebrale profonda, una tecnica chirurgica con la quale si impiantano nel cervello degli elettrodi a contatto con l’ipotalamo,  è un metodo sicuro ed efficace per trattare alcune forme di depressione.

Helen Mayberg, con lo staff di scienziati con cui ha lavorato, ha dimostrato che il 41% risponde a questo trattamento e uno su cinque è andato in remissione dopo appena sei mesi.

Gli studiosi hanno reclutato diciassette pazienti di età compresa tra i 18 ed i 70 anni affetti da sindrome depressiva, precedentemente sottoposti ad almeno quattro adeguati trattamenti terapeutici; dieci con disturbi depressivi maggiori, sette con disturbi bipolari.

La lotta alla depressione sarà ancora lunga, il paziente deve sottoporsi infatti ad un delicatissimo intervento chirurgico al cervello, estremamente invasivo, e il recupero risulta essere spesso lento.

Lo studio è stato pubblicato su Archives of General Psychiatry. L’intervento chirurgico comporta un rischio di emorragia, ictus, convulsioni, infezioni,e, in rari casi, la morte per l’anestesia generale.



Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2012 alle 15:25 sul giornale del 10 gennaio 2012 - 1455 letture