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Cosentino, Parlamento vota no all'arresto

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La Camera dei Deputati ha negato l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all'Economia e coordinatore campano del Pdl, accusato di essere il referente politico del Clan dei Casalesi.

309 i voti contrari, 298 i favorevoli, nessun astenuto. Alla votazione, tenuta a scrutinio segreto, non hanno preso parte il leader leghista Umberto Bossi e altri 17 parlamentari. Decisivi i sei no dei radicali.

Subito dopo la lettura del risultato gli onorevoli del Pdl si sono stretti intorno a Cosentino, per abbracciarlo e congratularsi. Lungo abbraccio tra lui e Alfonso Papa, protagonista poco tempo fa di una vicenda simile.

"Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. E' una decisione giusta, in linea con la Costituzione", è il commento dell'ex premier Silvio Belusconi.

Umberto Bossi ha invece dichiarato che la Lega non è mai stata forcaiola. Diverso il pensiero di Roberto Maroni: "Non ho condiviso la posizione di lasciare liberta' di voto. Io ero favorevole all'arresto. Ma non c'e' nessun disaccordo con Bossi. Molti voti a favore di Cosentino e cioe' contro il suo arresto sono arrivati dall'Udc e dal Pd. Sono pochi i leghisti che lo hanno salvato".

"La Lega dovrà dare spiegazioni", è l'unico commento di Pierluigi Bersani dopo il voto.

Il protagonista della vicenda ha commentato così: "Ringrazio il Parlamento per un dibattito proficuo e approfondito. Il Parlamento ha deciso in piena autonomia".

Sulle sue dimissioni da coordinatore regionale del Pdl Cosentino afferma che ne parlerà nelle prossime ore con i vertici del partito.

"E' mia intenzione liberarmi di questa responsabilita' politica e difendermi nel processo dalle accuse infamanti che mi sono rivolte", conclude.



Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2012 alle 18:32 sul giornale del 13 gennaio 2012 - 1733 letture