SEI IN > VIVERE ITALIA > ATTUALITA'
articolo

Naufragio Concordia, Foschi: 'Schettino decise inchino'

1' di lettura
1607

"Il comandante Schettino decise autonomamente di fare l'inchino al Giglio."

"Quella manovra non era autorizzata. Noi non ne eravamo al corrente, tanto che nel giornalino di bordo era scritto che la nave sarebbe passata a cinque miglia dal Giglio".

Con queste parole Pierlugi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, scarica la responsabilità del naufragio della Concordia sul comandante Schettino, ribadendo quanto già detto a tutte le televisioni del mondo.

E' accaduto durante l'audizione di Foschi davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, durata poco più di un'ora.

"L'inchino non esiste nella nostra azienda - dice Foschi - esiste la navigazione turistica, che è una pratica adottata in tutto il mondo e consentita dalle norme".

L'ad tiene a ribadire che la "navigazione turistica" quella sera non era autorizzata dalla compagnia. Versione ripetuta come un mantra dall'azienda, ma in contrasto con le testimonianze finora raccolte dagli inquirenti, come quella del comandante in seconda Roberto Bosio, il quale ha raccontato ai magistrati che fin dalla partenza da Civitavecchia la "navigazione turistica era programmata", con l'obiettivo di "consentire ai passeggeri di ammirare le zone costiere presenti sulla tratta della crociera".

Per ultimo Foschi rispedisce al mittente le accuse di aver imbarcato clandestini sulla nave e di favorire il lavoro nero, e sottolinea con orgoglio le operazioni di soccorso svolte dall'equipaggio: "Se non fossero stati addestrati non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto: hanno evacuato in condizioni difficilissime oltre 4mila persone".



Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2012 alle 19:04 sul giornale del 26 gennaio 2012 - 1607 letture