Ancona: lettera delle Brigate Rosse recapitata all'Ansa. E' allarme terrorismo

2' di lettura 24/05/2012 - "Non sono certo gli studenti e i lavoratori i nostri obiettivi", ma "i padroni, classi dirigenti, banchieri prostitute di Stato". Così recita una lettera siglata Br "Brigata Gino Liverani Diego", recapitata per posta all'Ansa di Ancona. Un'altra missiva, più breve, è stata invece sequestrata al centro di smistamento delle Poste del capoluogo marchigiano.

Al momento sono in corso indagini sull'attendibilità della lettera che è stata spedita il 23 maggio ad Ancona e arrivata giovedì 24 maggio alla sede dell'Ansa. La lettera è una fotocopia e riporta in calce, prima del testo, la stella a cinque punte e il nome delle Brigate Rosse richiamando una presunta brigata intitolata alla memoria del brigatista della colonna marchigiana Tommaso Gino Liverani, morto in Nicaragua nel 1985.

“Nonostante il subdolo quanto fallimentare tentativo di addossare responsabilità inesistenti su chi conduce la lotta contro il capitalismo e i poteri forti, difesi da questo governo fascista, capeggiato da Monti, con la complicità di Napolitano, in occasione dell’attentato di Brindisi, i fedeli guardiani degli interessi dei padroni, i soliti pennivendoli, continuano nella loro opera di disinformazione! Sono ben altri gli obiettivi dei combattenti! Padroni, classi dirigenti, banchieri prostitute di Stato!! I loro uffici del personale fedeli cani da guardia, aguzzini dei lavoratori. Non sono certo gli studenti o i lavoratori i nostri obiettivi! Voi che avete vissuto e vivete sfruttando e calpestando, è giunto il momento di guardarvi le spalle! La lotta è ripresa”.


La lettera delle Br, scritta in stampatello, prosegue poi dicendo: “Consapevoli del momento storico, il crollo di muri e ideologie, ma insieme ad essi, come da noi ampiamente previsto e discusso in altri momen (...) il capitalismo, l’imperialismo dopo un naturale sussulto di onnipotenza, ha prodotto lo scempio sociale che stiamo vivendo. I nuovi e vecchi padroni, hanno approfittato della debolezza ideologica della massa, per sfruttare e cancellare diritti che, con grande fatica i lavoratori si erano conquistati. Serva da lezione. Riteniamo così improrogabile la ripresa della lotta armata per la liberazione del popolo dal giogo capitalista e dalla dittatura dei padroni. Dal momento storico impariamo lezioni, nuove sono le idee e la forma del linguaggio ma immutati gli obiettivi. Questa volta per il popolo con il popolo!” Firmato: “Brigata Gino Liverani “Diegò”'.

La missiva è stata sequstrata dalla Digos della Questura di Ancona ed ora è nelle mani del pm Andrea Laurino, cui sono state affidate le indagini. Secondo una prima analisi, gli investigatori solleverebbero dubbi sull'attendibilità della lettera. Il linguaggio non sarebbe abbastanzas strutturato, la missiva non è originale ma in fotocopia e la busta è stata regolarmente affrancata. Gli inquirenti propenderebbero per l'azione di un 'nostalgico' degli anni di piombo.








Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2012 alle 18:43 sul giornale del 25 maggio 2012 - 1788 letture

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