Israele costretta a pubblicare i dati sul razionamento di cibo verso Gaza

striscia di gaza 1' di lettura 19/10/2012 - L'organizzazione per i diritti umani Gisha ha vinto una dura battaglia legale ed ora la corte suprema israeliana ha costretto il governo a pubblicare i dati riguardo al blocco del cibo su Gaza.

Secondo il dossier: “il consumo di cibo a Gaza, l linee rosse” datato 2008, per soddisfare il fabbisogno giornaliero di un palestinese della Striscia di Gaza, Israele avrebbe dovuto far entrare 2.279 calorie a persona, circa 1,836 kg di cibo a testa quindi 2 milioni e mezzo di tonnellate in tutto che in camion si traduce in 107 camion al giorno per 5 giorni alla settimana.

Secondo l'organizzazione Gisha tale provvedimento, inaspritosi dopo l'avvento al potere di Hamas nel 2007 “costituisce una punizione collettiva per l'intero popolo palestinese” e non come sostiene il governo una 'necessaria misura di sicurezza'

Il portavoce dell'esercito israeliano, il Maggiore Guy Inbar, ha ammesso che sia stata utilizzata una formula matematica, ma ha fermamente ribadito che Israele non ha mai utilizzato quei calcoli per ridurre l'ingresso di generi alimenti verso la Striscia di Gaza.

Inoltre Hagit Ofran, esponente di Peace Now, agenzia specializzata nel monitoraggio delle attività edilizie israeliane a Gerusalemme est e in Cisgiordania ha reso noto che è stata approvata dal ministero israeliano degli Interni la costruzione di 800 nuovi alloggi nel rione ebraico di Ghilo a Gerusalemme Est. Territori questi, occupati da Israele nel 1967 e poi annessi contro la volontà internazionale.






Questo è un articolo pubblicato il 19-10-2012 alle 08:40 sul giornale del 19 ottobre 2012 - 2057 letture

In questo articolo si parla di attualità, striscia di gaza, Giacomo Tognon

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