Lavoro: il settore agricolo come ammortizzatore sociale

agricoltura 1' di lettura 19/10/2012 - In mezzo a tanta crisi, c’è ancora un settore produttivo. I dati parlano da soli: il valore aggiunto aumenta dell'1,1 per cento, mentre il numero degli addetti sale addirittura del 6,2 per cento. Non solo. Il settore, al sud, “coltiva” le donne. La presenza femminile s'é imposta e continua a crescere.

E' quanto emerge da un'analisi della Cia, Confederazione italiana agricoltori, diffusa durante il convegno "Il contributo dell'agricoltura per la riforma del lavoro e la crescita". In 10 anni la quota di aziende agricole guidate da una 'lei' é passata dal 30,4% al 33,3% attuale.

Nelle campagne, secondo la Cia, a differenza d'industria e servizi, c'è ancora possibilità di lavoro e ciò può essere sfruttato dal governo con interventi mirati che consentano agli imprenditori agricoli di riprendere a «marciare» e di aprire le porte ai tanti lavoratori espulsi da altri settori.

Inoltre, nonostante la scarsita' di ''turn over'' nelle campagne italiane, dove la presenza di ''under 40'' e' ferma all'8 per cento, cresce in modo esponenziale il tasso di scolarizzazione della categoria, tanto che oggi tra gli imprenditori junior delle campagne uno su tre ha un titolo di studio elevato, dal diploma in su.

Nel corso del convegno è stato evidenziato che il settore agricolo può trasformarsi in un vero 'ammortizzatore sociale' e contribuire alla creazione di nuova occupazione, a fronte di risposte chiare e concrete a problemi annosi come quelli dei costi e dei gravami fiscali.






Questo è un articolo pubblicato il 19-10-2012 alle 02:32 sul giornale del 19 ottobre 2012 - 2011 letture

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