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Cori razzisti, sospesa l'amichevole Pro Patria-Milan

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L'amichevole del Milan contro la Pro Patria - squadra che milita in Lega Pro Seconda Divisione - é stata sospesa a causa dei cori razzisti dei tifosi locali diretti verso i giocatori di colore del Milan.

Si giocava a Bursto Arsizio, dove oltre 2mila tifosi si erano recati allo stadio Speroni per vedere la squadra di casa giocare con i rossoneri. Doveva essere una semplice amichevole, utile per verificare lo stato delle squadre in vista della ripresa del campionato, invece passerà alla storia come la prima partita di calcio sospesa per ululati razzisti in Italia.

Succede tutto al minuto 27 del primo tempo: Kevin Prince Boateng, esasperato per i continui "buu" nei suoi confronti, si ferma e scaglia il pallone verso quel piccolo gruppo di tifosi autori dei cori. L'arbitro si avvicina e tenta di riportare la calma, ma il giocatore ghanese del Milan si toglie la maglia e prende la via degli spogliatoi. I giocatori rossoneri, in campo e in panchina, lo seguono in segno di solidarietà. Vittime dei cori razzisti erano stati anche i loro compagni Muntari, Emanuelson e Niang.

Lo speaker dello stadio annuncia l'interruzione, e buona parte dei tifosi indirizza applausi ironici verso lo spicchio di stadio occupato dagli ultrà razzisti. Ma i giocatori del Milan si rifiutano di rientrare e la partita viene definitivamente sospesa.

"Siamo dispiaciuti - spiega il tecnico del Milan Massimiliano Allegri - però credo che il Milan non rientrando in campo abbia fatto la scelta giusta. Bisogna smetterla con questi gesti incivili. L'Italia deve migliorare sotto questo punto di vista e diventare un Paese più civile, educato ed intelligente". "Spero che questa cosa abbia un seguito se dovesse capitare anche in gare ufficiali dai Dilettanti fino alla Serie A" ha concluso Allegri.

"Non sono ultrà della Pro Patria, non possiamo intervenire sugli spalti, questo è un compito delle forze dell'ordine" ha spiegato il presidente della Pro Patria, Pietro Vavassori. Dello stesso avviso il sindaco di Busto, Gigi Farioli: "Questa non è gente di Busto Arsizio, non deve andarci di mezzo tutta la città, qui non siamo a Verona". Il sindaco poi se la prende anche con Boateng: "Ha sbagliato, reazione impropria".

Ora la palla passa alle forze dell'ordine: tutti gli ultrà sono stati identificati all'uscita dalla stadio, l'analisi dei filmati delle telecamere stabiliranno gli autori dei cori razzisti.



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Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2013 alle 19:22 sul giornale del 04 gennaio 2013 - 7010 letture