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Elezioni: centrosinistra avanti di un soffio, Grillo primo partito. Senato senza maggioranza

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Un'Italia frammentata e divisa, con un Parlamento sostanzialmente ingovernabile, a meno di clamorosi ripensamenti: è la fotografia del Paese uscita dalle urne delle elezioni politiche 2013.

La coalizione del centrosinistra guidata dal Partito Democratico, grande favorito alla vigilia, non ha sfondato, e ha ottenuto poche manciate di voti in più rispetto al centrodestra in grande rimonta. Monti non ha convinto e si attesta intorno al 10%. Grande exploit invece per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che con il 25% diventa il primo partito del paese. Il nuovo movimento, al debutto alle elezioni politiche, è stato il partito più votato, sia alla Camera sia al Senato, in Abruzzo, Marche, Liguria, Sardegna, Sicilia e Veneto. Alla Camera è risultato il primo partito anche in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Molise.

Al Senato, la coalizione di centrosinistra è lievemente avanti, con il 31,63%, rispetto al centrodestra, al 30,72%. Grillo è al 23,79%, Monti al 9,13%, Rivoluzione Civile al 1,79% e Fermare il Declino allo 0,9%.

Per via della legge elettorale il centrodestra, vincente nelle regioni più grandi, ottiene più senatori, 116 (98 Pdl, 17 Lega, 1 Grande Sud) contro i 113 del centrosinistra (105 Pd, 7 Sel, 1 Lista Crocetta). Di fatto quindi al Senato non c'è una maggioranza assoluta. Nemmeno i 18 senatori della lista Monti sono in grado di garantire la maggioranza assoluta al centrosinistra. Vero ago della bilancia saranno i 54 eletti del M5S.

Risultati simili alla Camera dei Deputati: il centrosinistra, al 29,54%, è davanti al centrodestra, al 29,18%, per solo 120mila voti. Grillo è al 25,55%, il partito più votato (Pd al 25,42%). Poi Monti al 10,55%, Rivoluzione Civile al 2,25%, Fermare il Declino al 1,12%.

La situazione è però diversa: grazie al premio di maggioranza Pd e Sel, pur con un risultato nettamente inferiore alle aspettative, ottengono la maggioranza alla Camera. Il centrosinistra ha 340 seggi (292 Pd, 37 Sel, 6 Cd, 5 Svp), il centrodestra 124 (97 Pdl, 18 Lega, 9 Fdi), il M5S 108. Poi Monti con 45 parlamentari (37 Scelta civica, 7 Udc). Fuori dal parlamento tutti gli altri partiti, non hanno superato la soglia di sbarramento del 4%.

I risultati sono però ancora non definitivi, mancano i voti degli italiani all'estero, ma la situazione non dovrebbe cambiare: a scrutinio quasi ultimato nelle sezioni estere, sia alla Camera sia al Senato, vince nettamente il Pd, attorno al 30%, poi Monti al 20%, Pdl al 15% e Grillo al 10%.

Per quanto riguarda le regionali gli exit poll danno Zingaretti (centrosinistra) vincente nel Lazio con il 52-54%, con Storace (centrodestra) fermo al 28-30%, più indietro Barillari (M5S) al 7-9% e Bongiorno al 4-6%. Lombardia in bilico: Maroni (centrodestra) e Ambrosoli (centrosinistra) sono dati entrambi intorno al 42-44%, con Albertini (scelta civica) e Carcano (M5S) al 6-8%. Il Molise andrebbe al centrosinistra, con Frattura al 47-49%, davanti a Iorio (centrodestra) al 26-28% e Federico (M5S) al 15-17%.

I dati relativi alle regionali sono comunque fortemente provvisori, lo spoglio delle schede avverrà infatti a partire dalle 14 di martedì 26 febbraio. Affluenza in calo, poco sopra il 75%, nel 2008 era stata dell'81%.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2013 alle 16:13 sul giornale del 26 febbraio 2013 - 2935 letture