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Intercettazione Fassino-Consorte, Berlusconi condannato a un anno

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Il Tribunale di Milano ha condannato Silvio Berlusconi a un anno di reclusione per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte pubblicata sul "Giornale".

Due anni e tre mesi invece per Paolo Berlusconi, per il quale il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli aveva chiesto tre anni e tre mesi. L'accusa per Silvio Berlusconi è di rivelazione di segreto d'ufficio, in concorso con il fratello Paolo. Il processo riguarda la pubblicazione sulle pagine de "Il Giornale", quotidiano della famiglia Berlusconi, della ormai nota telefonata ("Allora abbiamo una banca?") avvenuta nel 2005 tra Piero Fassino, allora segretario dei Ds, e Giovanni Consorte, numero uno di Unipol, nel pieno della scalata del colosso assicurativo bolognese a Bnl.

L'intercettazione venne pubblicata quando era ancora coperta dal segreto istruttorio. I giudici hanno anche disposto un risarcimento a carico dei fratelli Berlusconi di 80mila euro a favore dell'attuale sindaco di Torino Piero Fassino, parte civile al processo. Processo che molto probabilmente non vedrà una fine: le accuse cadranno in prescrizione a settembre.



Questo è un articolo pubblicato il 07-03-2013 alle 21:12 sul giornale del 08 marzo 2013 - 3395 letture