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Sanità lombarda: tangenti in cambio di appalti, sette arresti

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La Direzione Investigativa Antimafia di Milano ha arrestato con l'accusa di corruzione sette persone, nell'ambito di un'indagine che andava avanti da un anno e mezzo su un presunto giro di tangenti relativo ad appalti per forniture di aziende ospedaliere della Lombardia.

Sono oltre 50 le perquisizioni, tra abitazioni, imprese e strutture sanitarie, anche in Svizzera, eseguite dagli uomini della Dia durante il blitz di martedì mattina. Le sette persone tratte in arresto sono l'ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi, già condannato a titolo definitivo nel 2009 per corruzione negli appalti per il dopo alluvione, Pier Luigi Sbardolini, direttore amministrativo dell'ospedale di Chiari (BS), il giornalista Leonardo Boriani, ex direttore della Padania e ora della testata online www.ilvostro.it; Luigi Gianola, direttore generale dell'ospedale di Sondrio, l'imprenditore Giuseppe Lo Presti e i figli Salvo e Gianluca, titolari della società Xermex Italia.

Altre 13 persone risultano indagate: tra loro anche Carlo Lucchina, direttore generale dell'assessorato alla Sanità. Tra le aziende ospedaliere coinvolte figurano il San Paolo di Milano, l'Istituto nazionale tumori, l'azienda ospedaliera di Cremona e quella di Valtellina e Valchiavenna, in provincia di Sondrio. Gli investigatori della Dia di Milano parlano di una "ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale".

Secondo la ricostruzione dei pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, le tangenti venivano pagate dagli imprenditori per ottenere l'appalto per la fornitura e la manutenzione di apparecchiature elettromedicali e di diagnostica tumorale in vari ospedali lombardi.



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Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2013 alle 20:54 sul giornale del 13 marzo 2013 - 2640 letture