Mafia: maxi confisca in Sicilia, beni per 1 miliardo e 300 milioni di euro

1' di lettura 03/04/2013 - Oltre un miliardo e trecento milioni di euro: a tanto ammontano i beni confiscati dalla Direzione investigativa antimafia a Vito Nicastri, il re dell'eolico.

L'operazione, la più vasta mai effettuata in Italia, ha colpito l'impero economico di Nicastri, 43 società di capitali operanti nel settore dell'eolico e del fotovoltaico, tra Sicilia, Lombardia, Lazio e Calabria. I sigilli sono scattati anche a 98 immobili, tra ville, palazzine, magazzini e terreni, e 66 tra conti correnti, depositi titoli e fondi di investimento.

Vito Nicastri, imprenditore 56enne originario di Alcamo (Trapani), era il leader indiscusso nel campo dell'energia pulita. Alcuni anni fa, il Finacial Times lo definì il "signore del vento". Lui stesso si vantava di essere un 'self made man'. In realtà, secondo le indagini della Dia, sarebbe solo il prestanome dell'ultimo grande latitante di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro.

Gli investigatori del centro operativo Dia di Palermo, coordinato dal colonnello Giuseppe D'Agata, parlano di "Comunanza di interessi, una lunga attività di fiancheggiamento e di scambio di reciproci favori, una rapporto fondato sulla fiducia e sui vicendevoli vantaggi che ne possono derivare". Con Messina Denaro sopratutto, ma anche con Salvatore Lo Piccolo e i clan 'ndranghetisti di Platì, Africo e San Luca.

Dalle indagini della Direzione investigativa antimafia non è mai emerso nulla di decisivo che potesse far scattare l'arresto, solo tanti piccoli tasselli di un quadro più ampio, che alla fine hanno portato alla confisca dei beni. Inoltre l'imprenditore avrà per tre anni l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza."Con questo provvedimento continuiamo a fare terra bruciata attorno agli esponenti di spicco della criminalità organizzata", ha detto il direttore della Dia, Arturo De Felice.






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2013 alle 19:09 sul giornale del 04 aprile 2013 - 3427 letture

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