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Ior: truffa e corruzione, arrestati un alto prelato e uno 007

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Un alto prelato dela vaticano, monsignor Nunzio Scarano, un funzionario dei servizi segreti, Giovanni Maria Zito, e un broker finanziario, Giovanni Carenzio, sono stati arrestati venerdì mattina da militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, nell'ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla procura della Repubblica di Roma.

Per loro le accuse sono di corruzione, truffa e calunnia. La vicenda che coinvolge i tre indagati riguarda il rientro dalla Svizzera di 20 milioni di euro cash, ritenuti frutto di evasione fiscale, a bordo di un jet privato. Carenzio, broker attivo in campo internazionale, con sede degli affari alle Canarie, era il fiduciario che custodiva il denaro per conto della famiglia D'Amico, armatori di origine salernitana.

Per eludere i controlli e far rientrare l'ingente somma Scarano, a sua volta salernitano, e Carenzio si sono rivolti a Zito, carabiniere espulso tre mesi fa dall'Aisi. Per il 'lavoro', l'ex 007 avrebbe ricevuto da Scarano 400mila euro. Secondo gli accordi la somma sarebbe dovuta arrivare nell'abitazione romana del prelato, la Domus Internationalis Paulus VI, nella centralissima via della Scrofa.

Monsignor Scarano, 61 anni, è responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l'organismo che gestisce l'intero patrimonio mobiliare e immobiliare del Vaticano. Era stato sospeso dall'incarico due settimane fa in seguito all'iscrizione nel registro degli indagati per il filone della inchiesta promossa dalla procura di Salerno per riciclaggio. Lo chiamavano "monsignor 500". Scarano infatti aveva sempre una grande disponibilità di banconote da 500 euro.

"La Santa Sede non ha ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane ma conferma la sua disponibilità a una piena collaborazione", ha spiegato il portavoce vaticano, padre Lombardi. Anche lo Ior "è impegnato nella cooperazione con le autorità competenti", ha dichiarato un portavoce dell'Istituto. Inoltre, il Consiglio di sovrintendenza dello Ior ha avviato "un'inchiesta interna, in linea con la politica di tolleranza zero promossa dal presidente Ernest Von Freyberg".



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Questo è un articolo pubblicato il 28-06-2013 alle 16:00 sul giornale del 29 giugno 2013 - 2455 letture