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Sanremo: tunisino morto per asfissia violenta dopo l'arresto, tre carabinieri indagati

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bohli kayes

Tre carabinieri sono indagati per omicidio colposo per la morte di Bohli Kayes, spacciatore tunisino deceduto per asfissia violenta dopo l'arresto avvenuto la notte del 5 giugno scorso a Riva Ligure, vicino Sanremo.

Kayes, 35 anni, una moglie italiana e due figli picoli, è deceduto per una asfissia violenta causata da una pressione sulla cassa toracica. E' quanto scrive il medico legale Simona Delvecchio nel referto dell'autopsia consegnata al Tribunale di Sanremo.

L'azione che ha impedito al tunisino di respirare è avvenuta nel corso dell'arresto, o nel breve tragitto in auto verso la caserma di Santo Stefano, distante 500 metri. Secondo la ricostruzione più probabile, i militari, dopo un breve inseguimento, avrebbero bloccato a terra il pusher, che resisteva all'arresto scalciando, e uno di loro gli avrebbe schiacciato con forza il torace, per un tempo stimato tra uno e tre minuti.

"Una cosa è certa: qualcuno ha fatto un uso eccessivo della forza. C'è una grossa responsabilità da parte dello Stato", ha detto il procuratore capo di Sanremo Roberto Cavallone. "Di questa morte - ha aggiunto il procuratore - lo Stato deve farsi carico".

I tre carabinieri accusati non hanno finora risposto alle domande del magistrato. Se nessuno parla, "sarà un brutto processo quello che si profila", spiega Cavallone, un processo basato sullo scontro tra perizie.



bohli kayes

Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2013 alle 17:51 sul giornale del 08 agosto 2013 - 2637 letture