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Svelato il mistero delle visioni pre-morte

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I cosidetti viaggi nell'aldilà, le "luci bianche" raccontate da circa il 20% delle persone che sopravvivono a un infarto, hanno ora una prima spiegazione scientifica.

Le visioni pre-morte sono causate dalla iper attività del cervello nei primissimi istanti dopo la morte clinica. Lo dimostra uno studio di un team di ricercatori dell'Università del Michigan pubblicato su una delle più autorevoli riviste scientifiche americane, Pnas (Proceedings of the national academy of sciences of the United States).

Gli scenziati hanno analizzato, tramite continui encefalogrammi, le attività cerebrali di nove ratti anestetizzati e sottoposti ad arresto cardiaco indotto sperimentalmente. Scoprendo che entro i primi 30 secondi dopo l'arresto cardiaco, in cui il cuore smette di battere e il sangue smette di fluire verso il cervello, in tutti gli animali si è riscontrata un'intensa attività cerebrale, caratterizzata da un aumento impressionate di onde gamma. Un'attività che supera i normali livelli tipici dello stato di pura coscienza. In poche parole, l'avvicinarsi della morte 'eccita' il cervello, inducendo una sorta di fiammata di attività cerebrale.

L'esperimento è stato poi riprodotto anche nei ratti sottoposti ad asfissia. Secondo i ricercatori è molto probabile che agli uomini accada quello che è successo con i topi, ma per avere una conferma definitiva, servirebbe uno studio sulle persone che sono state morte clinicamente e hanno ripreso a vivere.



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Questo è un articolo pubblicato il 13-08-2013 alle 17:25 sul giornale del 14 agosto 2013 - 3911 letture