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Lodo Mondadori: la Cassazione respinge il ricorso Fininvest

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Carlo De Benedetti
La Cassazione ha respinto il ricorso della Fininvest contro la Cir di Carlo De Benedetti per il risarcimento del Lodo Mondadori, leggermente ribassato a circa 500 milioni di euro.

I giudici della terza sezione civile della Suprema Corte hanno respinto il ricorso della Fininvest e confermato la sentenza d'appello del luglio 2011, che aveva fissato il risarcimento da versare alla Cir in 564,2 milioni di euro. La società di De Benedetti, che aveva già ricevuto e "congelato", in attesa della sentenza definitiva, i 564,2 milioni da Fininvest, dovrà ora restituirne una parte. "La valutazione complessiva" degli "elementi ed argomenti di prova, condotta ai soli fini civilistici, di ricondurre alla società Fininvest la responsabilità del fatto corruttivo imputabile anche al dott. Berlusconi", risulta "correttamente motivata", si legge nella sentenza.

L'ultimo atto del giudizio civile pone così fine alla lunga vicenda del Lodo Mondadori, che portò nel 1991 la casa editrice milanese sotto il controllo della famiglia Berlusconi. La vicenda iniziò alla fine degli anni Ottanta, quando Fininvest, Cir e un terzo gruppo guidato dalla famiglia Formenton controllavano ciascuno circa un terzo delle azioni della casa editrice. Nel 1988 i Formenton decidono di vendere e firmano un pre-contratto secondo il quale entro la fine del 1991 le loro azioni sarebbero passate al gruppo Cir. Ma l'anno successivo cambiano idea e vendono alla Fininvest, consegnando a Berlusconi la presidenza della Mondadori.

De Benedetti decise allora di ricorrere all'arbitrato di tre giudici per stabilire se la cessione delle azioni a Berlusconi non avesse violato il pre-contratto. L'arbitrato diede ragione a Cir, ma i Formenton fanno ricorso alla Corte d'Appello di Roma, che stabilì che a decidere dovesse essere la prima sezione civile del Tribunale presieduta dai giudici Valente, Paolini e Metta. Così nel 1991 i giudici danno ragione a Formenton e Berlusconi rimase a capo di Mondadori.

Ma la sentenza, come accertato dal processo penale conclusosi nel 2007, fu il frutto della corruzione di uno dei giudici, Vittorio Metta. Il quale ricevette oltre iun miliardo di lire da Cesare Previti, uno degli avvocati del gruppo Fininvest e amico intimo di Berlusconi, tramite un conto corrente riconducibile alla società offshore All Iberian, controllata da Berlusconi.

Nel 2007 la Corte di Cassazione condannò Previti e altri due avvocati Fininvest, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, a un anno e mezzo di reclusione per corruzione giudiziaria, e Vittorio Metta a due anni e otto mesi. Silvio Berlusconi venne invece assolto per prescrizione. Nel 2004 infine si aprì il contenzioso civile per quantificare il danno economico subìto da Cir per la mancata acquisizione di Mondadori.



Carlo De Benedetti

Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2013 alle 19:00 sul giornale del 18 settembre 2013 - 2263 letture