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Egitto: messi al bando i Fratelli musulmani

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Fratelli musulmani
La giustizia egiziana ha messo al bando i Fratelli musulmani ed ha ordinato la confisca di tutti i loro beni e la chiusura delle loro sedi.

Lo ha deciso il tribunale per gli affari urgenti del Cairo, accogliendo il ricorso presentato dal partito di sinistra Tagammu, che ha accusato il movimento di essere un gruppo "terroristico" e di "sfruttare la religione negli slogan politici". Il movimento diventa quindi illegale, così come tutte le istituzioni affiliate e che cooperano con il gruppo.

La sentenza rappresenta l’ennesimo attacco nei confronti della Confraternita dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi, esponente di spicco del suo braccio politico, Giustizia e Libertà, lo scorso 3 luglio, e l'arresto di numerosi dirigenti e militanti, accusati di incintamento alla violenza. I Fratelli tornano così alla clandestinità, stato in cui sono stati per gran parte della loro storia.

Fondato da Hasan Al Banna nel 1928, il movimento venne dichiarato fuori legge già nel '54 da Nasser. Pur se formalmente clandestina, l'attività della Confraternita era però tollerata sotto il regime di Mubarak, durante il quale numerosi esponenti arrivarono in Parlamento come indipendenti, fin dal 1984.



Fratelli musulmani

Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2013 alle 20:54 sul giornale del 24 settembre 2013 - 2368 letture