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Mafia: arresti e perquisizioni in Lombardia. In manette figlia e genero di Mangano

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Sono otto le persone finite in manette in una vasta operazione antimafia condotta dalla Squadra Mobile di Milano in diverse aree della Lombardia.

Il blitz, coordinato dalla Dda, è scattato all'alba con decine di perquisizioni nel milanese, a Monza, Varese, Lodi e Cremona. Al centro dell'inchiesta i legami tra Cosa Nostra e l'imprenditoria e la politica lombarda. Le indagini della Dda hanno portato alla luce una vasta e complessa rete di società cooperative attive nella logistica e nei servizi che realizzavano profitti in nero mediante false fatturazioni e sfruttamento della manodopera. Un enorme flusso di denaro che serviva per mantenere i latitanti e per nuovi investimenti imprenditoriali.

Gli investigatori parlano a riguardo di "mafia imprenditoriale", che cerca di fare affari, e non solo illeciti. Le accuse ipotizzate vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso e l'estorsione, alle false fatturazioni, il favoreggiamento e l'impiego di manodopera clandestina.

Tra le otto persone arrestate figurano il genero (Enrico Di Grusa, 47 anni), e la figlia (Cinzia Mangano, 44) di Vittorio Mangano, lo "stalliere" di Arcore, deceduto nel 2000 e ritenuto al vertice del mandamento mafioso di Porta Nuova. Entrambi, assieme all'imprenditore Giuseppe Porto, 59 anni, vengono ritenuti i promotori dell'associazione per delinquere sgominata dal blitz della polizia.

Ed emergono anche legami con il mondo politico: l'associazione si sarebbe adoperata nel 2010 per sostenere alle elezioni regionali Domenico Zambetti del Pdl, che diventerà assessore alla Casa della giunta Formigoni, e che verrà poi arrestato per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione.



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Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2013 alle 16:34 sul giornale del 25 settembre 2013 - 2297 letture