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Responsabilità civile dei magistrati: l'Ue apre procedura d'infrazione contro l'Italia

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Tribunale Giustizia
La Commissione Ue ha deciso di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo.

Per lo stesso motivo l'Italia era stata condannata dalla Corte di giustizia europea nel novembre del 2011. L'iniziativa della Commissione nasce dal fatto che a quasi due anni da quella prima sentenza, il legislatore italiano non ha fatto quanto necessario per eliminare la violazione del diritto europeo. Se entro i prossimi mesi l'Italia non si adeguerà, verrà deferita nuovamente alla giustizia europea, con il rischio concreto di dover pagare sanzioni pecuniarie.

La sentenza del 2011 ha decretato che la legge italiana protegge in modo eccessivo i magistrati dalle conseguenze del loro operato. Sono due in particolare le incompatibilità con il diritto europeo: innanzitutto la legge italiana esclude in linea generale la responsabilità dei magistrati per i loro errori di interpretazione e valutazione. Inoltre la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave.

Sia il vice presidente del Csm Michele Vietti che il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli tengono però a precisare che la procedura di infrazione non riguarda la responsabilità personale del giudice, bensì la la responsabilità dello Stato nel caso in cui vi sia da parte dei giudici una violazione del diritto comunitario.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-09-2013 alle 19:53 sul giornale del 26 settembre 2013 - 2615 letture