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Dietrofront Berlusconi, sì alla fiducia. Spaccatura nel Pdl

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Enrico Letta
Il governo Letta ottiene la fiducia al Senato con 235 voti a favore e 70 contrari.

Clamorosa marcia indietro di Berlusconi, che in aula annuncia il voto favorevole del Pdl. Un dietrofront in extremis, visto che il gruppo dei senatori del Pdl, riuniti dopo il discorso di Letta, aveva confermato il no alla fiducia. Una giravolta che certifica la resa dell'ex premier ai dissidenti pidiellini, pronti a sostenere il governo e una nuova maggioranza.

Enrico Letta ottiene così quasi il pieno dei voti. Un "risultato come lo intendo io, che ci sarebbe stato comunque", tiene a sottolineare il premier nel discorso sulla fiducia alla Camera. "L'Italia non ha bisogno di un governo qualunque, ma di un governo nel pieno delle sue funzioni con una chiara maggioranza che lo sostiene", ha detto Letta. "L'Italia ha bisogno che non ci siano più ricatti, tipo 'o si fa questo o cade il governo', anche perché si è dimostrato che il governo non cade". ha spiegato il premier, annunciando anche che al centro della legge di stabilità ci sarà la riduzione delle tasse sul lavoro e del cuneo fiscale.

Se Letta esce vincente da questa giornata, Berlusconi ne esce sconfitto. Il suo Pdl è nel caos: Cicchitto e Formigoni annunciano la nascita di due nuovi gruppi parlamentari, sia alla Camera che al Senato. Gruppi che raggruppano i dissidenti. Il nuovo gruppo alla Camera, primo firmatario Fabrizio Cicchitto, sarà composto da 26 parlamentari, tra i quali Alfano, Lupi e Lorenzin. Anche al Senato, annuncia Formigoni, nascerà un nuovo gruppo di 25 senatori "alfaniani". Per il vecipremier la rottura con Berlusconi è "inevitabile" ma non ancora "irrecuperabile". E Quagliarello afferma: "Ci sono ormai due classi dirigenti incompatibili".



Enrico Letta

Questo è un articolo pubblicato il 02-10-2013 alle 19:09 sul giornale del 03 ottobre 2013 - 2267 letture