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Lampedusa: naufraga barcone di migranti, oltre 200 morti e 150 dispersi

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naufragio a Lampedusa

Nuova, ennesima tragedia dell'immigrazione a Lampedusa, a pochi giorni da quella di Ragusa, nella quale erano morti tredici migranti.

Un barcone carico di migranti, circa 500, è naufragato a circa mezzo miglio dall'isola dei Conigli. Centinaia le vittime accertate finora, ma il dato è destinato a salire di ora in ora. Ai 130 cadaveri recuperati finora, se ne devono aggiungere un altro centinaio, sopratutto donne e bambini, individuati dai sommozzatori della Guardia Costiera all'interno del relitto del barcone, affondato a circa 40 metri di profondità. E altre 150 persone risultano disperse. I superstiti tratti in salvo dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, e da alcuni pescherecci che stanno partecipando alle operazioni di soccorso, sono in tutto 151, in gran parte somali ed eritrei. Tra le persone tratte in salvo c'è anche uno dei presunti scafisti, un tunisino, subito fermato dalla polizia.

Un bilancio drammatico, numeri da vera e propria strage. "Ci sono morti ovunque", avrebbe detto uno dei soccorritori, testimonianza raccolta e riportata dal sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. I cadaveri recuperati finora sono stati trasportati in un hangar dell'aeroporto perché non c'è più posto nella camera mortuaria. Secondo quanto raccontato da alcuni superstiti, il naufragio sarebbe stato causato da un incendio divampato a bordo del barcone, originato da un fuoco acceso dagli stessi migranti per tentare di attirare l'attenzione di un peschereccio che transitava nei pressi.

Il barcone inabissato è stato individuato sul fondale intorno a mezzogiorno: in mare sono stati trovati giubbotti salvagente, pezzi di legno e macchie di olio e carburante. A dare l'allarme sono stati due pescherecci che transitavano in zona. Poco prima del naufragio a Lampedusa era approdata un altro barcone con 463 extracomunitari a bordo, subito trasferiti nel Centro di prima accoglienza che ospita attualmente oltre 700 persone.

La tragedia ha suscitato le reazioni della comunità internazionale, da Papa Francesco alla Comunità Europea. "Mi viene la parola vergogna: è una vergogna!", ha detto Bergoglio durante l'udienza della mattina. "Uniamo i nostri sforzi, perchè non si ripetano simili tragedie: solo una decisa collaborazione di tutti - avverte - può aiutare a prevenirle". Il commissario Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstroem, ha commentato su Twitter: "Sono sconvolta. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per combattere i trafficanti che sfruttano la disperazione umana".

"Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale e in primo luogo dell'Unione Europea" dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E' un'"immane tragedia", il commento del premier Enrico Letta, che proclamato per venerdì 4 ottobre il lutto nazionale.

Mentre la Lega Nord specula. "La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge. La loro scuola di pensiero ipocrita, che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo, ha portato a risultati drammatici come questi", ha detto Gianluca Pini, vicepresidente del gruppo Lega Nord alla Camera.



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Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2013 alle 16:05 sul giornale del 04 ottobre 2013 - 3105 letture