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Madagascar: linciate dalla folla tre persone, tra loro un italiano. Erano accusati di traffico di organi

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Madagascar
Tre persone, di cui due cittadini europei, sono state linciate e bruciate vive in Madagascar, dalla folla che li accusava di essere coinvolti in un traffico di organi.

E' successo sull'isola di Nosy Be, una delle più frequentate dai turisti stranieri. Secondo il responsabile della gendarmeria locale i due stranieri uccisi sarebbero di nazionalità francese, ma il ministero degli Esteri di Parigi ha confermato che solo uno di loro è francese. L'altro è italiano, lo ha confermato la Farnesina. Ancora ignota l'identità dell'uomo. Il caso è seguito da un corrispondente consolare, perché l'Italia non riconosce l'attuale governo del Madagascar, nato da un golpe.

A scatenare la furia dei residenti dell’isola è stato la scomparsa di un bambino di otto anni e il successivo ritrovamento del cadavere con i genitali e la lingua tagliata. I locali hanno scatenato una vera e propria caccia all’uomo e ucciso i due europei e un malgascio, secondo diverse fonti lo zio del bimbo ucciso.

Il francese e l'italiano sono stati circondati dalla folla e torturati. Dopo aver confessato di essere i responsabili dell'omicidio e del traffico d'organi, sono stati gettati vivi in un falò sulla spiaggia. I media locali hanno riferito che sarebbero stati trovati organi umani all'interno di un frigorifero nel palazzo dove abitavano i due stranieri.



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Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2013 alle 16:57 sul giornale del 04 ottobre 2013 - 2643 letture