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Sigaretta elettronica: cancellato il divieto di nei luoghi pubblici. Indignazione e ironia

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sigaretta elettronica

Il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, introdotto a giugno con il decreto Iva-Lavoro, è stato cancellato con il decreto Istruzione convertito in legge nei giorni scorsi.

Si potrà quindi “svapare” la sigaretta elettronica nei luoghi pubblici come ristoranti, bar, uffici e mezzi pubblici mentre è stato confermato il divieto nelle scuole.

Non sono mancate le reazioni in seguito allo stop del divieto.

A favore del ripristino della norma contro il fumo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici è il Presidente dell'Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell'unità di tabaccologia dell'università Sapienza di Roma, Giacomo Mangiaracina, che ha detto: “È stata abrogata una norma di civiltà a beneficio dei cittadini. Avrei capito se la questione fosse limitata alle sigarette elettroniche. Così, però, si obbliga la gente a respirare nicotina che anche se è 20 volte inferiore a quella della sigaretta tradizionale, contiene comunque quantità di PM10 e PM2,5, come abbiamo potuto accertare anche con i nostri studi, condotti insieme con Federasma e l’associazione Pazienti BPCO. La ratio del divieto della cosiddetta Legge Sirchia continua a persistere. Con quel provvedimento l’Italia si è ritrovata nel 2003 alla guida della top ten europea nella lotta al tabagismo. Posizione che poi è calata anche per l’assenza di un fondo nazionale contro il tabagismo, che altre nazioni europee oggi hanno e noi no”.

Anche l'ex ministro della Sanità e attuale presidente della consulta nazionale sul Tabagismo, Girolamo Sirchia, nonché autore della legge che nel 2003 aveva introdotto il divieto di fumo nei luoghi pubblici, è rimasto sorpreso della cancellazione della divieto. L'ex ministro Sirchia ha commentato: “È un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta. È una brutta immagine»”. Sirchia ha poi aggiunto: “Sono favorevole alla sigaretta elettronica quando viene usata come presidio per smettere di fumare. Certo è meno dannosa della nicotina combusta della sigaretta tradizionale. Però non si può costringere chi ti sta accanto a respirare vapori che possono essere anche di nicotina”.





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Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2013 alle 15:34 sul giornale del 12 novembre 2013 - 2548 letture