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Abruzzo: concussione, truffa e peculato, in manette l’assessore regionale De Fanis

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Risveglio amaro per gli abruzzesi, che vedono rimaterializzarsi l’incubo della corruzione sullo scenario politico regionale. Alle prime luci dell’alba, il Corpo forestale dello Stato ha tratto in arresto in provincia di Chieti l’assessore regionale alla cultura Luigi De Fanis. In manette anche la segretaria dell’assessore e due dipendenti della Regione.

Concussione, truffa aggravata e peculato sono i reati contestati a De Fanis a seguito della denuncia di un imprenditore abruzzese. L’imprenditore, dopo aver segnalato alle forze dell’ordine le ripetute richieste di denaro da parte dell’assessore per l’organizzazione di eventi culturali, ha dato il via ad una lunga indagine che ha messo nel mirino le manifestazioni in programma per i 150 anni di Gabriele d’Annunzio. Non a caso, l’operazione condotta dal Corpo forestale di Pescara e Chieti è stata denominata ‘Il Vate’, e si regge proprio sulla famosa legge regionale 43/73 che disciplina l’erogazione di contributi per gli eventi culturali.

L’accusa di peculato fa invece riferimento al presunto utilizzo di beni e risorse della Regione per fini personali, da parte di De Fanis e degli altri indagati. Sono in corso numerose perquisizioni nelle abitazioni dei quattro indagati e nelle sedi dell’assessorato alla cultura di Pescara e Sulmona.

In carica dal 2011, dopo un rimpasto della giunta Chiodi, medico da sempre attivo in politica e nel sociale, De Fanis, 53 anni, è originario di Fara San Martino (CH) ed è stato eletto consigliere regionale nel 2009 nelle file del pdl, risultando il più votato nella provincia di Chieti con quasi 6000 preferenze. Stamattina, l’amaro risveglio, per lui e per gli abruzzesi, con un nuovo scandalo corruzione e lo spettro del malaffare che torna a bussare alle porte della politica regionale a pochi mesi dalle elezioni.