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Ue: corruzione in Italia vale 60 miliardi annui

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La corruzione in Italia vale circa 60 miliardi di euro all'anno, quasi il 4% del Pil.

E' la stima che si legge nel primo report della Commissione Ue sul fenomeno della corruzione in Europa. Rapporto che costituisce un duro atto d'accusa nei confronti dell'Italia e della sua classe politica. "In Europa non ci sono aree non affette da corruzione. Prendiamo atto dei progressi fatti e delle buone pratiche, ma i risultati raggiunti sono insufficienti e questo vale per tutti gli stati membri", ha detto il commissario agli affari interni Cecilia Malmström, presentando il rapporto a Bruxelles.

La Commissione valuta che i costi della corruzione in Europa siano pari a 120 miliardi di euro annui. Grande in questo senso il "contributo" dell'Italia, circa 60 miliardi, praticamente la metà. Tra gli aspetti più preoccupanti secondo Bruxelles, i legami tra esponenti politici, criminalità organizzata e imprese, lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo, e la diffusione della corruzione anche nel settore privato.

Nel rapporto la Commisione denuncia la mancanza di una regolamentazione delle lobbies e l'adozione di troppe leggi ad personam. Nel mirino della Ue finisce anche la legge anticorruzione approvata a novembre 2012, ritenuta insufficiente, in quanto "lascia irrisolti" diversi problemi perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio". Bruxelles indica inoltre nella prescrizione un problema "particolarmente serio per la lotta alla corruzione in Italia", perchè, sommata alla eccessiva lunghezza dei processi, determina "l'estinzione di un gran numero di procedimenti".



Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2014 alle 18:02 sul giornale del 04 febbraio 2014 - 2783 letture