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Repubblica Centrafricana, Amnesty: 'E' pulizia etnica'

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Secondo un rapporto diffuso da Amnesty International nella Repubblica Centrafricana sarebbe in corso una vera e propria pulizia etnica portata avanti dalle milizie cristiane ai danni della minoranza musulmana, nel più completo disinteresse delle "forze internazionali".

Il Paese è insanguinato dalla fine del 2012 da una guerra civile tra cristiani e musulmani. Nel marzo 2013 le forze Seleka, a prevalenza musulmana, presero il potere con la forza, rendendosi responsabili nei mesi seguenti di massacri, stupri e saccheggi nei villaggi cristiani. La comunità cristiana, maggioritaria nel Paese, reagì con la costituzione di gruppi di autodifesa, le milizie anti-balaka, che iniziarono a compiere attacchi su vasta scala contro la popolazione civile mususulmana, una vera e propria pulizia etnico-religiosa.

L'escalation delle violenze, oltre mille i morti solo a dicembre, n milione gli sfollati, indusse il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad autorizzare l’invio di una forza di peacekeeping nel paese (5500 soldati dell’Unione africana e 1600 francesi). Il presidente insediato dai Seleka ha lasciato il potere, ma la situazione non è affatto migliorata. Le forze di peacekeeping si limitano a presidiare la capitale Bangui e alcune altre città, e le milizie cristiane hanno preso il sopravvento. Amnesty ha raccolto oltre 100 testimonianze dirette di sanguinosi attacchi compiuti dalle milizie anti-balaka contro i civili musulmani nelle città di Bouali Boyali, Boussembele, Bossemptele e Baoro. Intanto l'Onu ha attivato un ponte aereo tra Douala, in Camerun, e Bangui per fornire cibo a 150mila persone che hanno bisogno di assistenza alimentare.



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Questo è un articolo pubblicato il 12-02-2014 alle 20:34 sul giornale del 13 febbraio 2014 - 2467 letture