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Messico: studenti scomparsi uccisi e poi bruciati, confessano i sicari

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Sono stati uccisi dai narcotrafficanti e poi bruciati in una discarica i 43 studenti scomparsi lo scorso 26 settembre a Iguala, in Messico.

Lo ha annunciato il procuratore generale federale, Jesus Murillo Karam, riferendo che tre uomini arrestati negli giorni scorsi hanno confessato di essere gli esecutori della strage. I tre narcos, appartenenti al gruppo dei Guerreros Unidos, hanno raccontato di aver ricevuto l'ordine di far sparire gli studenti, consegnati loro dalla polizia municipale di Iguala dopo gli scontri durante la manifestazione del 26 settembre. I sicari li hanno portati nella vicina località di Cocula, dove li hanno uccisi, gettati in una discarica e bruciato i corpi.

Secondo quanto riferito dal procuratore circa 15 ragazzi sarebbero morti per asfissia prima di arrivare alla discarica, mentre alcuni altri erano ancora vivi quando sono stati dati in pasto alle fiamme. I resti carbonizzati delle vittime sono stati poi raccolti in sacchi della spazzatura e gettati nel fiume San Juan, dove sono stati recuperati dai sommozzatori della polizia. Lo stato dei resti rende però particolarmente difficile l'identificazione. Murilla Karam ha spiegato che saranno inviati ad un laboratorio specializzato in Austria. I genitori delle vittime non credono però alla versione ufficiale diffusa dal procuratore, e chiedono prove certe.



Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2014 alle 14:55 sul giornale del 10 novembre 2014 - 1998 letture