Perù: blitz sulle Linee di Nazca, Greenpeace chiede scusa

Greenpeace 1' di lettura 11/12/2014 - Il governo del Perù ha avviato un'azione legale nei confronti degli attivisti di Greenpeace responsabili del danneggiamento del sito archeologico delle Linee di Nazca, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Alcuni membri dell'organizzazione ambientalista lunedì 8 dicembre sono entrati senza autorizzazione nell'area delle Linee, dove hanno composto con grandi pezzi di stoffa gialla il messaggio "Time for change! The future is renewable” (È tempo di cambiare! Il futuro è rinnovabile). L'obiettivo del blitz era attirare l’attenzione dei leader di numerosi paesi riuniti in questi giorni a Lima, in Perù, per una conferenza internazionale dell'Onu sul cambiamento climatico.

Secondo il governo peruviano gli attivisti hanno provocato danni molto gravi, lansciando delle impronte sul terreno che potrebbero rimanere lì per centinaia di anni. L'accesso all'area raggiunta dagli attivisti, nei pressi del geroglifico del colibrì, è strettamente proibito, e anche i pochi che riescono ad ottenere l'autorizzazione devono rispettare regole precise, come indossare calzature speciali in grado di non rovinare il sito.

Greenpeace ha chiesto scusa per il gesto compiuto dai suoi attivisti. "Anziché mandare un messaggio di speranza ai leader mondiali riuniti a Lima, ci siamo mostrati incoscienti e grossolani", si legge nel comunicato diffuso dall'organizzazione. Greenpeace inoltre si è detta favorevole ad un'indagine indipendente sulle conseguenze del gesto.






Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2014 alle 20:08 sul giornale del 12 dicembre 2014 - 2207 letture

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